Oggi il jukebox compie 125 anni

Il jukebox del Bar Luce, a Milano. Immagine via ollyjelley.tumblr.com - Il jukebox del bar luce, alla fondazione pradaIl jukebox del Bar Luce, a Milano. Immagine via ollyjelley.tumblr.com - Il jukebox del bar luce, alla fondazione prada
23/11/2015 12:15 di

Il 23 novembre del 1889 al Palais Royal Saloon di San Francisco veniva installato quello che, a tutti gli effetti, possiamo considerare il primo jukebox della storia: si trattava di un fonografo Edison Class M incassato in un armadio di quercia da cui uscivano quattro tubi che permettevano a più persone di ascoltare la musica.
Qual era la differenza tra questo nuovo strumento ed i normali fonografi destinati ad usare i dischi di cera? Quello del Palais Royal Saloon veniva azionato solo se si inseriva un nichelino.

La trovata è di Louis Glass, un ingegnere che dopo una lunga carriera nel campo delle aziende telefoniche ha voluto investire nel campo dei fonografi diventando il capo della Pacific Phonograph Co. e brevettando la sua invenzione sotto il nome di "Fonografo azionato da moneta". 

Insieme al partner William S. Arnold, Glass partì con la produzione nel 1890 e installò 15 apparecchi nell'area di San Francisco. Sempre in quell'anno, durante una conferenza a Chicago, affermò che in soli sei mesi i suoi fonografi automatici gli avevano fatto guadagnare circa 4000 dollari, una cifra enorme per il periodo. Ovviamente non mancarono i tentativi di produrre macchinari simili da parte dei suoi concorrenti: nel 1918 Hobart C. Niblack brevettò il primo fonografo capace contenere più dischi e di cambiarli automaticamente, anticipando quello che la AMI - Automated Musical Instrument Company - introdusse sul mercato nel 1927. Il modello della AMI, simile a quello che vedete in apertura dell'articolo, ospitava 10 dischi a 78 rpm che poteva suonare da entrambi i lati. Nonostante l'innovazione, l'azienda americana non riuscì a imporsi nel settore raggiungendo solo buoni risultati nel mercato europeo.

(Foto di Carla Javier via NPR)

Quella che, a tutti gli effetti, diventò la prima produttrice di fotografi automatici in America fu la Wurlitzer. Come la AMI, Wurlitzer inizialmente si occupava di pianoforti meccanici capaci di suonare automaticamente una canzone. All'inizio degli anni trenta erano in voga ma con l'arrivo dei primi Jukebox vennero accantonati; per rimanere sul mercato, quindi, la Wurlitzer produsse il suo primo modello di fonografo automatico nel 1933 e, solo tre anni dopo, ne vendette più di 40.000 record mai uguagliato nella storia. La Wurlitzer è anche ricordata per aver introdotto, grazie al designer Paul Fuller, una nuova forma ad arco molto più sofisticata ed elegante. Grazie all'utilizzo di materiali come vetro e plastica, in aggiunta al tradizionale legno, fece diventare il jukebox un oggetto di arredamento tra i più raffinati.

(immagine via)

Dal secondo dopoguerra in poi, ogni locale americano aveva un jukebox in sala. Divenne il simbolo di una nazione che voleva divertirsi a tutti i costi buttandosi alle spalle l'esperienza della guerra entrando così a far parte a pieno titolo nell'immaginario rock'n'roll degli anni '50 e '60.
Due curiosità: il termine jukebox deriva dallo slang 'juke house', ovvero le case di piacere in cui la musica non doveva mai mancare. Infine, il termine "gettonato", utilizzato in origine per indicare dei brani di grande successo, deriva proprio dal gesto di inserire il gettone nel jukebox: un brano molto suonato riceveva più gettoni degli altri.

Tag: strumenti

Commenti (1)

  • Massimo Tosi 23/11/2015 ore 21:40 @massimotosi_004

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