Metà delle stazioni AM/FM scomparirà entro il 2024

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30/10/2014 14:19 di

È sempre molto semplice limitarsi a predire la fine dei mezzi di comunicazione come li conosciamo, però la storia ci insegna che le differenti industrie e i differenti tipi di pubblico che usufriscono di ogni canale fanno sì che le cose non vadano sempre così lisce come ci si aspetterebbe. 

Gordon Borrell, un analista che si occupa di radio, ha recentemente tenuto un webinar sul futuro della radiofonia. La sua tesi è che tra 10 anni il 50% delle radio AM/FM che conosciamo scomparirà, e le uniche che resisteranno saranno le poche che già estremamente conosciute, o quelle (anche piccole) che possono contare su una specializzazione e un finanziamento sicuro e capillare che non dipende dalla pubblicità (si sta parlando di Radio Maria, insomma).
 
Il motivo è che oramai gli ascoltatori hanno moltissimi mezzi per ascoltare musica anche in macchina, che è uno dei luoghi cardine dell'ascolto radiofonico. Tra chiavette usb, cavi, blutooth e altro, qualsiasi device (incluso lo smartphone) può sostituire benissimo la cara vecchia radio, quasi sempre senza interruzioni pubblicitare e con una selezione musicale in tutto e per tutto affine ai nostri gusti o alle preferenze del momento. 

Borrell fa notare come questa non sia la prima volta che la radio si trova di fronte ad una "minaccia" del genere: prima dell'avvento della televisione, per esempio, la fascia giornaliera con più ascoltatori era quella della prima serata. Dopo la distribuzione massiccia della tv via cavo l'industria radiofonica comprese che competere era inutile, e spostò così il focus della sua programmazione durante la mattina e il pomeriggio. 
Allo stesso modo, quello che stiamo raccontando in questi giorni rappresenta un altro cambiamento epocale per la radio: riuscirà l'industria radiofonica a guardare oltre e proiettarsi al futuro?

 

 

 

(via)

Tag: streaming tecnologia mercato discografico radio

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