Video première: Leo Pari - “Ave Maria”

leo pari ave marialeo pari ave maria
06/02/2017 10:26 di

"Spazio", l'ultimo album di Leo Pari, è uscito lo scorso aprile: sono passati ormai parecchi mesi (quasi un anno, a dire il vero), ma quelle canzoni continuano a girare nel nostro stereo. E dopo "Bacia Brucia Ama Usa" e "I piccoli segreti degli uomini", Pari torna con un nuovo singolo estratto dall'album: si tratta di "Ave Maria", un pezzo piuttosto complesso che, di conseguenza, è stato accompagnato da un video altrettanto intricato.

Il clip, diretto da Matteo Serafini con l'art direction di Sara Riscica, segue il concept della frammentazione dell'individuo in cui il soggetto si fonde con la scena, si moltiplica e sovrappone. È un viaggio a ritroso della coscienza di Pari, un corpo che muta nella forma e si trasfigura attraverso molteplici io, come fossero file di un computer: una specie di seduta psicanalitica che si svolge con le immagini invece che con le parole.

Ecco come Pari racconta la canzone:

"Ave Maria" è una canzone fortemente autobiografica. Le scuole elementari e medie trascorse in un istituto di suore e poi parte delle superiori presso i fratelli Lasalliani hanno fatto in modo che crescessi inevitabilmente in contatto con un ambiente dai forti valori cristiani e liturgici, con i quali non sono mai riuscito ad omologarmi, e che anzi hanno generato in me un forte orientamento laico.

"Ave Maria" può essere considerato il mio personale ciclo dei vinti, le strofe accompagnano passo passo la mia crescita biologica. È la storia di un ragazzo che per ogni età, come tutti, ha avuto i suoi problemi esistenziali: dal senso di inadeguatezza da bambino si passa alla timidezza adolescenziale, le prime gioie date dall'avvicinanento alla musica vanno di pari passo con la graduale consapevolezza della morte e della caducità del corpo. E ancora un teenager un po' ribelle che scopre certi vizi troppo presto, che poi da adulto si scontrerà con la difficoltà di trovare una collocazione nel mondo del lavoro, sentendo di essere sprecato a fare "miracoli" in un call center.

A tutto questo si aggiunge la realtà circostante, frenetica, malata, legata a doppio filo con una religione che è speranza ma allo stesso tempo causa di guerre, di strumentalizzazioni perpetrate per secoli. La religione è potere, è infimamente utilizzata dalla Chiesa per generare sensi di colpa, per controllare le coscienze, può salvare ma ci devi credere, se no non vale. Ed è da qui che si genera l'immagine di questa povera madonna piena di graffi, abbandonata da alcuni e sfruttata da altri, simbolo di qualcosa di positivo nelle premesse ma poi sciupata dall'ingordigia umana, così dal piano del sacro si scivola velocemente nella materialità del profano.

 

 

Tag: nuovo video

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati