Libri, una legge fissa un tetto agli sconti online

27/07/2011

Lo sapete, vero, che siamo nell'epoca dell'esaltazione retorica del passato prossimo? In ogni campo. C'è chi lo fa per la musica: "Ah, ma volete mettere il fruscio del vinile?" o "Ma che gusto c'è ad avere la musica in mp3? La musica bisogna toccarla". Chi lo fa per i libri: "Ah, il profumo della carta!", chi addirittura per i periodici: "No all'abbonamento, viva l'edicola". Posizioni rispettabili, per carità, ma anche un po' fini a se stesse e legate a quell' "una volta qui era tutta campagna" che dovrebbe sulla bocca solo di chi ha superato i sessant'anni di età.

Ecco, ora anche il parlamento italiano ha espresso la sua frase retorica: "Ah, ma volete mettere la bellezza di farsi consigliare un libro da un libraio esperto? Altro che quelle fredde lande online dove comprare senza scambiare neanche una parola!". Questo, in parafrasi, il senso della decisione presa ieri dal Senato: dal primo settembre le librerie online potranno applicare uno sconto massimo del 15% ai libri. Lo scopo? Salvaguardare le librerie fisiche, che per mille motivi non possono permettersi di avere dei saldi perenni, come avviene invece su siti come Amazon e altri, dove i prodotti costano in media il 30% in meno rispetto al negozio sotto casa.

Al di là del giochino sui bei tempi andati, si tratta di una scelta che fa rabbrividire: se da un lato tutte le forze politiche fanno a gara a rivendicare la patente di "liberali", dall'altro sembrano incapaci di trattenersi dal porre regole e paletti in ogni dove. In un regime di concorrenza, in cui tutti i partecipanti sono in regola e non traggono vantaggi da situazioni illegali, non si capisce il motivo per il quale debba essere deciso per legge il prezzo a cui vendere una merce. Soprattutto, non si comprende il motivo per cui debba essere deciso il prezzo minimo. Ovviamente in qualche modo le librerie online riusciranno a inventarsi promozioni particolari per aggirare la legge, ma questa, più che una soluzione, è un'aggravante di stupidità per la norma.

Il rabbrividire di cui sopra, poi, raddoppia quando si pensa al fatto che la legge va a colpire i libri, ovvero un settore che da anni si cerca in ogni modo di rivitalizzare con campagne di inviti alla lettura.

Niente, va così. Solo l'ennesima dichiarazione d'amore per la stasi e l'immobilismo.

Per info:
gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/27/tre-passi-indietro-in-una-botta-sola

Tag: libro

Commenti (6)

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  • Alberto Muffato (artemoltobuffa) 28/07/2011 ore 09:52 @artemoltobuffa

    "Il rabbrividire di cui sopra, poi, raddoppia quando si pensa al fatto che la legge va a colpire i libri, ovvero un settore che da anni si cerca in ogni modo di rivitalizzare con campagne di inviti alla lettura."

    Questa affermazione è del tutto demagogica e priva di argomentazione. (Colpisce i libri? E in che senso?)

    Chi ha scritto non sa troppe cose, e dovrebbe forse informarsi meglio sullo stato dell'editoria in Italia. Specie se è giustamente interessato alla causa della cosiddetta cultura indipendente.

    http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/2011/07/20/1397/

    Giusto per insinuare il dubbio che la verità non sia mai tutta da una parte.

  • Marco Villa 28/07/2011 ore 09:53 @quid

    Sì, la legge si applica a tutte le librerie, ma di fatto solo a quelle online: nessuna libreria "fisica" fa sconti così alti in maniera costante. Anche catene come Feltrinelli si limitano a proporre le promozioni delle case editrici (tipo "tutti i tascabili Einaudi al 25%"). In quei casi non sono scelte dei negozi, ma della casa editrice, infatti in un dato periodo le trovi in tutte le rivendite. Quindi per le catene non cambierà nulla.

    Di base, invece, molti store online (Amazon su tutti) hanno almeno un 25% di sconto fisso, che spesso arriva al 30%. E non si tratta di promozioni, ma di una politica dei prezzi generale. Per loro sì che sarà una botta, anche se resto convinto che troveranno le solite soluzioni "all'italiana" per aggirare la faccenda.

  • Stefano 'Fiz' Bottura 28/07/2011 ore 11:07 @fiz

    caro alberto muffato

    a parte l'ovvia banalità del fatto che la verità non sia mai tutta da una parte

    (e l'altrettanta ovvia petulanza dei vari 'insinuatori di dubbi' di professione che sono gli unici in realtà a non averlo ancora capito, visto che continuano a insinuare il proprio dubbio-verità come comunque una verità migliore e più interessante)

    io piuttosto gradirei che non ci fosse più nessun dubbio su un fatto solo:

    che alcuni anni fa avevi platealmente e trionfalmente dichiarato che non avresti mai più messo piede in rockit. proposito che puntualmente tradisci

    saremmo molto grati se ti ricordassi (e mantenessi) la parola data,
    questo ci sembra più onesto e importante.







  • Retrolover 28/07/2011 ore 13:31 @retrolover

    Si può sapere che diavolo è successo tra questo sito e Alberto? Cazzo, Artemoltobuffa ha scritto dischi meravigliosi..non capisco questo astio. :|

  • Stefano "Acty" Rocco 29/07/2011 ore 00:07 @acty

    non ho scritto l'articolo, ma conosco abbastanza lo stato dell'editoria in Italia.
    il "prodotto editoriale su carta", per quanto mi riguarda, non va tutelato come un panda. va tutelato il suo contenuto.
    la tutela (sociale, economica, politica) va applicata alla circolazione di letteratura, arte, cultura, idee.
    non mi spaventa la scomparsa dell'editoria del libro, mi spaventa la scomparsa di un romanzo, di una poesia.

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