Live in Chiostri: quando la musica è un bene comune

A Reggio Emilia torna il festival che non vuole solo organizzare dei gran concerti (con in lineup quest'anno Dimartino, Giorgio Poi e molti altri), ma proporsi come progetto sociale che cresce anno dopo anno. Ecco quello che succederà

Uno scatto dai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
Uno scatto dai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia
27/05/2026 - 17:37 Scritto da Redazione

Non solo concerti, ma un progetto di comunità. A Reggio Emilia torna Live in Chiostri, il festival che negli ultimi anni ha trasformato i Chiostri di San Pietro in un laboratorio aperto di socialità, cultura e rigenerazione urbana. La quarta edizione è in programma il 19 e 20 giugno 2026, con un cartellone che vede già annunciati Dimartino, Giorgio Poi, Marta Del Grandi, Il Mago del Gelato e Mille.

Ma ridurre Live in Chiostri a un semplice festival sarebbe limitante. Nato dalla collaborazione tra Consorzio Quarantacinque, ARCI Reggio Emilia e Fondazione Palazzo Magnani, il progetto si presenta come un esperimento di “welfare culturale”: usare la musica dal vivo come strumento di inclusione, cura collettiva e rilancio del centro storico. Secondo gli organizzatori, il festival nasce per rispondere a esigenze molto concrete: la riduzione delle occasioni di socialità, l’aumento delle fragilità giovanili, la perdita di vitalità dei centri storici e il bisogno di una cultura accessibile e partecipata. “La cultura è prevenzione sociale e cura della comunità”, si legge nel manifesto del progetto.

Il cuore del festival sono i Chiostri di San Pietro, complesso monumentale restituito alla città come spazio pubblico aperto e polo culturale. Qui la musica viene pensata non soltanto come intrattenimento, ma come esperienza condivisa capace di creare relazioni e contrastare l’isolamento urbano. Per il 2026, Live in Chiostri vuole fare un ulteriore salto di scala. Oltre ai concerti principali, arriveranno i “Concertini San Pietro”, incursioni musicali e performance artistiche diffuse negli spazi commerciali della via Emilia San Pietro dal 15 al 18 giugno. L’idea è quella di espandere il festival oltre il perimetro dei Chiostri, trasformandolo in un ecosistema culturale diffuso capace di avere ricadute concrete su tutto il centro storico cittadino.

In un momento in cui sempre più festival cercano di ridefinire il proprio ruolo sociale, Live in Chiostri prova quindi a immaginare un modello diverso, ponendosi come infrastruttura culturale permanente. E dove la musica possa davvero essere occasione di incontro.

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L'articolo Live in Chiostri: quando la musica è un bene comune di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-05-27 17:37:00

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