Come risolvere il problema dei bagarini? Secondo Live Nation va aumentato il prezzo dei biglietti

Foto via blog.tickpick.com - Live musicFoto via blog.tickpick.com - Live music
15/03/2016 11:20 di

Durante l’ultima edizione dell’International Live Music di Londra, Michael Rapino, il CEO di Live Nation - la multinazionale che organizza i concerti di Bruce Springsteen, U2 e molti altri - è tornato a parlare del problema del secondary ticketing.

Secondo Rapino la questione è complessa e non si può semplicemente ridurre il fenomeno dei bagarini, o di siti come StubHub che danno la possibilità ai fan di rimettere in vendita i biglietti dei concerti a cui non possono andare, dando dei giudizi netti come "giusto" o "sbagliato". Mettendosi nei panni di un appassionato di musica, è normale che il suo primo interesse sia trovare il biglietto che cerca, non importa chi lo stia vendendo in quel momento o in che modalità. Secondo alcune ricerche effettuate da Live Nation, al 70% dei fan non interessa questo tipo di problemi.

(Michael Rapino)

Secondo le ultime stime, il mercato del secondary ticketing vale 8 miliardi di dollari, registrando una crescita del 34% ogni anno. Per Rapino quello della musica dal vivo è l’unico campo in cui il guadagno della vendita di un prodotto non sia direttamente raccolto dal produttore ma da altre persone, da qui una dichiarazione piuttosto forte: “Bisogna far pagare 4000 dollari per un posto in prima fila e poi darne 3500 in beneficienza”.

Rapino cita un articolo di Simon Jenkins pubblicato sull'Evening Standard. Jenkins fa notare che se un artista crede che mettendo un prezzo basso ai suoi concerti faccia un regalo ai propri fan, in realtà deve rendersi conto che sta solo favorendo i bagarini. Se un biglietto di Adele passa da un prezzo iniziale di 85 sterline a tetti di 1000 o 2000 sterline su siti come StubHub, vuol dire che l’operazione è stata inutile e non è servita davvero a far contenti i fan: una serie limitata di concerti gratuiti avrebbe di sicuro ottenuto un risultato migliore.

Capite quindi come la provocazione di Rapino sia, in realtà, un diretto messaggio agli artisti: devono essere più consapevoli di questo tipo di dinamiche, capire fino a che cifra potrebbe spendere un fan e agire in modo che ci sia un ritorno economico reale e per tutti. Questo tipo di consapevolezza potrebbe essere un primo passo per risolvere il problema. Così conclude Rapino: “Non possiamo starcene seduti e aspettare che il mercato del secondary ticket svanisca da solo”.

(via)

Tag: polemica concerti

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati