Milano spegne i locali a mezzanotte?

Un assessore propone lo spegnimento della musica a mezzanotte all'interno dei locali.Un assessore propone lo spegnimento della musica a mezzanotte all'interno dei locali.
03/04/2013 di

Sta facendo il giro dei social network un articolo di Repubblica.it che riporta una proposta di regolamentazione degli orari dei locali di Milano. In sintesi, l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso ha proposto che la musica all'interno dei locali venga spenta allo scoccare della mezzanotte, mentre all'esterno lo stop potrebbe arrivare tra le 22 e le 23.

Una proposta che ha subito incontrato il favore di portavoce ed esponenti dei vari consigli di zona e comitati cittadini, alcuni dei quali arrivati a frasi di questo tipo, riportate sempre da Repubblica: «Limitare la musica alle 24 è insufficiente, a quell’ora i locali dovrebbero chiudere - dice Gabriella Valassina, presidente del Comitato dei Navigli - chiediamo provvedimenti più drastici come il divieto di servire da bere a chi non ha un posto a sedere».

Tutto questo presentato da Repubblica sotto il titolo «Navigli, la musica spenta a mezzanotte anche all'interno dei locali della movida». Trattasi di retroscena politico su una proposta non ancora arrivata in giunta, ma discussa con i consigli di zona: tutto, quindi, potrebbe cambiare e l'auspicio, ovviamente, è che tutto cambi.

Qualcosa, però, potrebbe cambiare da subito e non richiederebbe nessun impegno da parte delle istituzioni. Un inizio sarebbe evitare di usare la parola "movida". In una città che si vanta di essere la più europea d'Italia, la gente che sta in giro dopo le 8 di sera non è "movida". È gente che sta in giro in città, punto. "Movida" ha un significato dispregiativo: sa di fighetto, di qualcosa del tutto inutile. Vivere una città, stare in giro, invece, è tutto tranne che inutile.

Se si parte dal presupposto che chi esce di casa è in qualche modo diverso, strano, si legittima chiunque a cercare di normalizzare una situazione che non ha nulla di anormale. In tutte le città del mondo, di sera, le persone vanno in giro e stanno nei locali. Quella è la normalità. E qualsiasi comune, qualsiasi istituzione dovrebbe fari sì che in strada ci sia sempre più gente. A meno che il fatto stesso di uscire sia ormai diventato talmente strano da giustificare l'uso di un termine come "movida". 

Di questa cosa avevamo parlato già quattro anni fa in uno speciale. Niente è cambiato, vien da dire.

LEGGI LO SPECIALE "MILANO COME LA VIVIAMO"

Tag: milano

Commenti (2)

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  • Dario Emari 04/04/2013 ore 21:49 @DarioEmari

    I comitati di quartiere sono composti da gente che crede di rappresentare la classe borghese e invece sono solo un branco di bigotti, ignoranti, frustrati che hanno consumato una vita per servire il "dovere" e non si sono mai presi cinque minuti di "piacere". Sono gente triste e pietosa e ancora non capisco come possano restare in una città come Milano. E' "grazie" a loro che le metropolitane a mezzanotte chiudono e sapete perchè ? Per via delle vibrazioni. Volete la pace e la tranquillità ? Andate a vivere isolati in campagna.

  • Fabrizio Rioda 05/04/2013 ore 09:53 @saggiofaggio

    Caro Dario, dopo 43 anni passati a San Siro (e dire "vicino" allo stadio sarebbe un eufemismo), ti posso appoggiare in pieno. Ho letto delle petizioni da non credere sugli spettacoli estivi scritte da gente che tutto quello che vuole è un ospizio.
    In più l'irreprensibile amministrazione Pisapia sta solo continuando l'opera di spegnimento della città a suo tempo iniziata con successo dalla Moratti.
    Milano muore e la gente ammira i grattacieli e City Life che ti fanno sentire piccolo sia dentro che fuori.

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