L'UE mette in pericolo la privacy su internet?

11/07/2004

L'Unione europea sta varando in questo periodo una direttiva riguardo attività molto diffuse sulla Rete, la quale implicherebbe un deterioramento immediato della protezione della privacy su internet. Marco Cappato, eurodeputato Radicale da sempre attento a problematiche di questo tipo, scrive a Stefano Rodotà, Garante della Privacy:

"E’ attualmente in discussione una proposta di direttiva della Commissione europea - che sarà votata giovedì 27 novembre dalla Commissione Giuridica del Parlamento europeo - relativa alle misure e alle procedure volte ad assicurare l’effettivo rispetto dei diritti della cosiddetta "proprietà intellettuale" (brutta espressione questa, che sottointende un’estensione automatica delle regole utilizzate per i beni materiali a beni di natura molto diversa, quali ad esempio le idee). La Commissione europea ha inteso la proposta di direttiva come uno strumento di protezione dalle minacce che i prodotti frutto di contraffazione e pirateria comportano per l’economia. Considerato l’ampio campo di applicazione della proposta di Direttiva (brevetti, marchi, diritti di riproduzione, design industriali), e considerate le sanzioni incluse nella direttiva (sanzioni penali proporzionate alla gravità del reato commesso), la Commissione ha delimitato il campo di applicazione alle violazioni commesse per scopi commerciali, o al caso in cui tali violazioni arrechino un danno significativo ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale .

Nel dibattito in corso presso la Commissione Giuridica e per il Mercato Interno del Parlamento europeo, la Relatrice On. Janelly Fourtou, ha proposto emendamenti che, eliminando la formulazione originaria della Commissione europea, estenderebbero il campo di applicazione della direttiva a ogni tipo di violazione di qualsiasi tipo di "proprietà intellettuale", quale che ne sia il grado di intenzionalità, lo scopo e le conseguenze.

Sono evidenti i pericoli ai quali il mondo legato a Internet andrebbe incontro nel caso in cui tali emendamenti venissero accolti. In particolare, con l’orientamento proposto dalla Relatrice si rischia di criminalizzare qualsiasi comportamento degli utenti di Internet, ponendo sullo stesso piano gli utenti che compiono semplici "condivisioni di file" ad uso privato (anche semplici scambi di foto digitali su Internet), e le organizzazioni criminali che vivono di pirateria e contraffazione su scala industriale.

Sotto il profilo della privacy le conseguenze potrebbero essere devastanti. Strettamente correlato all’estensione dello scopo della direttiva è infatti l’emendamento della Relatrice relativo ai "diritti di informazione".

Secondo l’art. 9 del testo originale, il "detentore del diritto" (brevetto, diritto d’autore, …) ha la possibilità di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali degli utenti Internet sospetti di violazione dei diritti di proprietà intellettuale. La proposta della Relatrice, letta congiuntamente con la proposta di estendere il campo di applicazione della direttiva, comporterebbe la possibilità, da parte del detentore del diritto, di richiedere al fornitore di accesso Internet i nominativi e i dati personali anche per un semplice sospetto di violazione, di qualsiasi tipo, anche in assenza di fini commerciali."

Cappato, sicuro che "se un tale provvedimento fosse approvato, costituirebbe una patente violazione su larghissima scala dei diritti costituzionali di riservatezza e protezione dei dati personali" ha richiesto un "urgente intervento".

Tratto da:
www.radicalparty.org

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