Il programma è ricco, ricchissimo. Così tanto che non sappiamo neanche da dove cominciare. Stiamo parlando del LongLake Festival, rassegna che per 18 giorni invade Lugano e infila in ogni angolo della città un momento di incontro e condivisione: dal lungolago, ovviamente, ai parchi, fino alle piazze, dal 9 al 26 luglio basta attraversare Lugano per incappare in eventi di qualsiasi tipo. Così tanto che è pure difficile definirlo: non un "festival musicale", perché troppo riduttivo, ma neanche "festival culturale" evoca le immagini corrette. Mettiamola così: LongLake è un esperimento urbano, che vuole mostrare come una città possa diventare un enorme spazio condiviso.
Oltre 250 eventi disseminati nei luoghi più iconici della città costruiscono un programma volutamente dispersivo nel senso migliore del termine. Ci si può imbattere in un concerto jazz in Piazza della Riforma, finire dentro un'installazione artistica al Parco Ciani, assistere a uno spettacolo di strada sul lungolago o ritrovarsi a ballare sotto un palco immerso nel verde senza averlo programmato. La sensazione è quella di un festival che non pretende di monopolizzare il tempo del pubblico, ma di contaminare la quotidianità cittadina.

Partiamo dalla parte che, per deformazione professionale, ci interessa di più: i concerti. Come la rassegna interna ROAM, l'outdoor club immerso nel Boschetto del Parco Ciani, che conferma la propria vocazione alla ricerca con una programmazione che mette insieme il brasilianissimo pop di Mari Froes, il ritorno di Motta in versione piano solo, la cumbia orchestrale de La Delio Valdez, l'inquietudine romantica di Chiello - con l'elegante alt pop dei Santamarea in apertura - e il reggae internazionale di Tarrus Riley. O la rassegna Estival Jazz, con i grandi concerti in programma in Piazza della Riforma dal 9 all'11 luglio, dove sul palco saliranno il virtuoso brasiliano Hamilton de Holanda insieme all'Orchestra della Svizzera italiana, ma anche un grande cantautore come Antonello Venditti ed Ernia, tra i protagonisti del rap italiano degli ultimi anni.
Poi ci sono Blues to Bop, che riporta il blues nelle piazze cittadine, e soprattutto Buskers, probabilmente il progetto che più di ogni altro racconta l'anima del festival. Per cinque giorni artisti provenienti da tutto il mondo trasformeranno il centro di Lugano in un piccolo caos organizzato fatto di musica, acrobazie, performance e incontri casuali. Una dimensione imprevedibile che qui diventa parte integrante dell'esperienza.
LongLake, però, non si limita alla musica. Words porta in scena incontri, podcast, letteratura e spettacoli. Arte Urbana Lugano dissemina interventi artistici nello spazio pubblico. Family costruisce un programma quotidiano dedicato a bambine e bambini. OFF coinvolge associazioni, collettivi e realtà indipendenti del territorio. Persino i Mondiali di calcio trovano spazio all'interno del programma, insieme a mercatini, picnic e un'escape room dedicata alla storia del web degli anni Novanta.
Insomma, l'imbarazzo della scelta qua è un eufemismo. Se vuoi buttarti in questo matto ecosistema, scopri tutto il programma qua.
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L'articolo Lugano LongLake Festival: quando il vero headliner è la città di Redazione è apparso su Rockit.it il 2026-06-09 11:12:00
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