Mario Crispi (degli Agricantus) - Soffi

19/05/2000

Riceviamo dalla CNI records e pubblichiamo.

Soffi - che inaugura una nuova etichetta, Cous Cous - nasce sulla scorta delle ricerche condotte da Mario Crispi, membro fondatore degli Agricantus, su strumenti a fiato provenienti dai cinque continenti: il ney (persiano, turco e arabo), il selijefløyte lappone, le zummara nordafricane, le launeddas sarde, l'arghoul egiziano, il clarinetto balcanico, l'antara e il sikus andini, il duduk turco, il marranzanu siciliano, il didjeridoo australiano. Ricerche davvero personali e originali, se si pensa al fatto gli strumenti a fiato suonati nel disco sono, nella maggior parte dei casi, anche autocostruiti: Crispi, infatti, ispirandosi ai vari strumenti tradizionali originali (di ciascuno dei quali, comunque, conserva gelosamente almeno un modello), si diverte da sempre a modificarne materiali e accordature, mescolando tra loro diverse tecniche costruttive ed esecutive e creando così dei veri e propri "ibridi" sonori.

Da questa esperienza più che ventennale è scaturito un lavoro interamente composto ed eseguito "in proprio", che può essere considerato una sorta di "fuori sentiero" rispetto al percorso musicale intrapreso con gli Agricantus e che, tra ritmi ipnotici e melodie avvolgenti e rarefatte, segue le tracce del tempo e del suo respiro e disegna un'ideale "rosa dei venti" che è anche una cartografia dell'anima, ponendo al centro della scena sonora strumenti carichi di storia - di una storia fatta di continuità e trasformazione, di usi e di ri-usi tramandati per lo più per tradizione orale - e capaci di diventare simboli materiali e concrete testimonianze delle umane migrazioni, reali o virtuali che siano. Strumenti "a vento" (come dicono gli anglosassoni) - e come i venti portatori di altrove: di quell'altrove probabile (e possibile) che si rivela grazie a passeggiate in deserti affollati di profondità umana, a viaggi verso radici ancestrali, verso luoghi lontani - forse sconosciuti ai sensi, ma non ai sentimenti.

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