È andato Mark E. Smith: Teho Teardo ricorda il frontman dei Fall

25/01/2018 17:05 di Teho Teardo

Ieri, all’età di sessant’anni, ci ha lasciati Mark E. Smith, fondatore e frontman dei Fall, band post-punk attiva dalla fine degli anni ’70 con la quale ha pubblicato più di trenta album, l’ultimo lo scorso anno dal titolo “New Facts Emerge”. Qui un ricordo di Teho Teardo che racconta quanto sia stata importante la musica di Mark durante la sua adolescenza indicando i suoi brani preferiti della band.

 

 

La prima cosa che ho pensato dopo la scomparsa di Mark E. Smith è stato trovare un modo per dirlo a Mirco Muner, il più grande estimatore dei Fall che conosca.

Lui ha fatto molte copertine dei miei dischi, è un bravissimo grafico e non gliene potrebbe importare di meno circa Facebook.

Ci ho pensato un po’ e gli ho scritto: è andato Mark E. Smith.

Lutto nazionale.

Per me la musica dei Fall è stata utile soprattutto da ragazzino perché mi ha protetto rendendomi indifferente nei confronti della musica terribile che dagli anni 80 ad oggi, per partenogenesi, continua a infestare luoghi e persone, sempre uguale a se stessa.

Anche i Fall sono sempre uguali ma sono semplicemente meglio di molti altri. Una differenza colossale.

Trentuno album sono sufficienti per farsela bastare, ma mi spiace molto sapere che non ne seguiranno altri.

Ho creduto molto nei Fall, nella possibilità di essere ciò che si è, senza coperture, senza protezione. La polpa esposta all’aria, ai microbi, a tutto, non importa se è urticante.

Evviva i Fall.

 

 

 

 

 

Tag: necrologio

Commenti (1)

  • ludos06 3 mesi fa @ludos06

    Ho scoperto Mark E Smith attraverso le recensioni di Rockerilla, poi il grande passo verso l'acquisto del mio primo disco dei Fall.
    Ero a Roma per un weekend con gli amici, adolescente di provincia, che rifugiava nel post punk e che rifiutava il trash musicale degli anni 80, che passava i pomeriggi in via degli Etruschi, nel tempio chiamato Disfunzioni Musicali. Ahimè.
    Quel giorno la prima tappa fu Millerecords, il mio migliore amico amava il jazz e lì trovava il suo momento estatico.
    Per me i fantasmi di Coltrane, Davis e Coleman arriveranno più tardi.
    Iniziai a sfogliare il piccolo spazio vinilico indie alternativo che il negozio aveva relegato in un piccolo angolo ed ecco la perla.
    HEX ENDUCTION HOUR ! .
    Altre due ore di autobus poi finalmente quel disco sul piatto.
    "Who makes the nazis ?".
    Una musica deliziosamente monotona...

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