Memorial Demetrio Stratos a Salsomaggiore

13/07/2001

Sabato 14 e domenica 15 luglio, nella splendida cornice di Scipione Castello, a due chilometri da Salsomaggiore Terme, si terrà il primo Memorial Demetrio Stratos, ovvero due serate di musica jazz realizzate per ricordare una delle voci più belle e innovative della moderna musica occidentale.

Demetrio Stratos era nato ad Alessandria d'Egitto nel 1945 da genitori greci.

A diciassette anni si trasferì in Italia per studiare architettura al Politecnico di Milano e di lì a poco entrò a far parte del gruppo beat "I Ribelli", con i quali registrò il famoso singolo "Pugni Chiusi".

Nel 1972 insieme allo scomparso batterista Giulio Capiozzo fondò gli "Area", il più importante gruppo jazz-rock italiano. Nello stesso periodo intraprese un profondo cammino di sperimentazione vocale, riassunto nei due album solistici "Metrodora" (1976) e "Cantare la Voce" (1978).

Spezzando la barriera che tiene prigioniera la vocalità nelle sue strutture linguistiche e psicologiche, Demetrio elaborò un sofisticato progetto di liberazione della voce cantata, conseguendo risultati mai raggiunti prima e non ancora superati. Una grave ed improvvisa malattia lo spense a New York il 13 giugno 1979.

Per ricordarlo, a ventidue anni dalla scomparsa, sarà quindi impegnato sabato il trio del pianista Piero Bassini, vincitore di diversi premi come miglior compositore e famoso per aver partecipato a importanti festival tra i quali "Umbria Jazz".

Domenica sarà invece la volta di Gaetano Liguori, vero e proprio maestro del jazz italiano, già con Lester Bowie, Giorgio Gaslini, Don Cherry e Steve
Lacy. Sarà accompagnato da Massimo Pintori alla batteria e Davide Tedesco al contrabbasso.

La partecipazione di Liguori è particolarmente significativa, dal momento che Radio Popolare ha da poco ristampato il suo album "La Cantata Rossa per Tall El Zaatar", realizzato nel 1976 proprio con la collaborazione di Demetrio e dedicato al popolo palestinese massacrato dalle truppe siriano-maronite durante la tragica guerra libanese.

Il senso dell'esperienza musicale di Stratos può essere riassunto con le sue stesse parole:
"Se una nuova vocalità può esistere dev'essere vissuta da tutti e non da uno solo: un tentativo di liberarsi dalla condizione di ascoltatore e spettatore cui la cultura e la politica ci hanno abituato. Questo lavoro non va assunto come un ascolto da subire passivamente, ma come un gioco in cui si rischia la vita." (dalle note di copertina di "Metrodora", 1976).

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