La ripresa del mercato discografico è dietro l'angolo, secondo Credit Suisse

Credit Suisse - Le stime di Credit Suisse sul mercato discograficoCredit Suisse - Le stime di Credit Suisse sul mercato discografico
21/10/2014 11:07

Le notizie sulla migliorata salute del mercato discografico mondiale non sono mancate, negli ultimi mesi.
In Italia ad esempio, secondo i dati annunciati da Deloitte per FIMI (Federazione dell’industria musicale italiana) il mercato discografico nel primo semestre del 2014 ha mostrato un trend positivo crescendo del 7% rispetto al 2013 per un totale di 53,6 milioni di euro, mentre la musica dal vivo, secondo Siae, ha avuto una grande ripresa nel 2013. 

Arrivano in questi giorni anche i dati di Credit Suisse a dimostrare come il trend stia continuando: secondo le loro proiezioni, dal 2017 i servizi di streaming guideranno il mercato e si tornerà ai livelli di spesa musicale pre-internet.
Le stime di Credit Suisse si basano in parte proprio su questo assunto: se nel 1999 un ascoltatore spendeva in media 50 euro all'anno per la musica, in questi anni ne spende circa 40. Considerando però che gli abbonamenti ai servizi di streaming come Spotify o Deezer costano di media 120 euro all'anno, e considerando che questo tipo di acquisti stanno diventando sempre più di uso comune a scapito del singolo cd o vinile, la spesa media si sta chiaramente alzando.
Un'ulteriore dimostrazione che il futuro dell'industria musicale è lo streaming.

 

(via)

Tag: streaming mercato discografico

Commenti (1)

  • Giulio Pons 21/10/2014 ore 19:28 @pons

    Credo che nel passaggio da fisico a digitale il guadagno si sia spostato più verso le società che fanno streaming, piuttosto che verso gli artisti. In ultima analisi, forse, internet ha cambiato il mondo della musica, ma non l'ha migliorato o reso più democratico.

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