Ministry of Sound fa causa a Spotify: soldi per chi realizza compilation

Ministry of Sound commercializza compilation, poi copiate dagli utenti su Spotify. E parte la causaMinistry of Sound commercializza compilation, poi copiate dagli utenti su Spotify. E parte la causa
06/09/2013 11:53 di

La protesta arriva da Ministry of Sound, etichetta dance con oltre vent'anni di storia alle spalle. Il succo della questione è molto semplice: Spotify remunera etichette e artisti per le canzoni presenti nel proprio archivio, ma non rispetta il lavoro del curator, ovvero di chi realizza compilation che vengono vendute.

I responsabili di Ministry of Sound avrebbero infatti notato che molti utenti realizzano playlist personali, ricalcando l'ordine delle tracce presente in alcune compilazioni pubblicate e commercializzate dall'etichetta. In alcuni casi, inoltre, gli utenti chiamavano le proprie playlist con chiari riferimenti proprio a Ministry of Sound. Tutto regolare, nessuna violazione dei termini di utilizzo di Spotify, ma secondo l'etichetta andrebbe ricompensato anche il lavoro di chi ha scelto e messo in fila per primo quelle tracce.

Non si tratta di una semplice provocazione: Ministry of Sound si è infatti rivolta a uno studio legale per fare causa a Spotify, che si trova così a dover gestire un problema difficilmente prevedibile.

Tag: spotify

Commenti (3)

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  • Faustiko Murizzi 06/09/2013 ore 14:30 @faustiko

    Qua siamo ai limiti della ragione umana (a meno che fra qualche giorno non si scopra si sia trattato di una bufala).

  • Rob 06/09/2013 ore 17:26 @es.senza.me

    ma che falliti. In pratica stanno facendo causa ai loro stessi fan.

  • Yuri Buccino 12/09/2013 ore 19:33 @yuri290583

    Mi sembra una cazzata, l'azione legale intendo.

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