Alla British Library di Londra una mostra per i 40 anni del punk

I Clash in concerto - I Clash in concerto -
14/03/2016 11:50 di

Se siete appassionati della storia del punk, sia quello di casa nostra che quello internazionale, sappiate che il prossimo maggio inaugurerà a Londra “Punk 1976-78”, un’importante mostra dedicata ai 40 anni del genere musicale. Sarà ospitata presso la prestigiosissima British Library di Camden, una delle più importanti biblioteche di ricerca del Regno Unito, un luogo fin troppo istituzionale per esporre foto di ragazzi con la cresta che mostrano il dito medio invocando all’anarchia: “Abbiamo sempre collezionato la contro-cultura allo stesso modo della cultura” ha commentato Andy Linehan, il curatore della sezione dedicata alla popular music della British Library.



La mostra raccoglie reperti di ogni tipo: ci sono moltissime fotografie, articoli, video dell’epoca, materiale audio contenente interviste ai protagonisti del periodo, oltre a dischi, singoli, sette pollici dell’epoca tra cui il rarissimo vinile di “God Save the Queen” dei Sex Pistols, pubblicato nel ’77 dalla A&M rec., che un collezionista ha vinto ad un'asta due anni fa per la cifra di 8.000 sterline. Tra i tanti contributi esterni, uno dei più sostanziosi è quello della Liverpool John Moores University che ha donato tutto il materiale che il giornalista Jon Savage ha raccolto negli anni. Si tratta di un’esposizione davvero ricca, a maggior ragione se si tiene presente che gli storici della musica definiscono il punk come un fenomeno decisamente breve, collocabile tra il 1976 e il 1978. “Non solo siamo interessati allo scoppio iniziale” - commenta Linehan - “ma anche all’impatto che il punk ha avuto e l’eredità che ci ha consegnato”.

C’è una sezione dedicata all’influenza che il punk ha avuto sul mondo del design e, soprattutto, nel settore della moda: sono presenti alcuni vestiti originali venduti ai tempi al Sex, il negozio di Chelsea gestito Vivienne Westwood e Malcolm McLaren, poi divenuto il produttore discografico dei Sex Pistols.



Ampio spazio anche alle fanzine: dalla più conosciuta Sniffin Glue, fino a migliaia di altri esempi di giornali fotocopiati. Un enorme mondo sotterraneo e DIY da cui nacquero anche molte label discografiche come la Rough Trade, la Cherry Record, la Beggars Banquet Records e molte altre.

“Punk 1976-78” ha sicuramente un taglio nostalgico, lo stesso Linehan ci tiene a ricordare l’effetto che quei poster e quelle immagini hanno avuto sulla sua vita di teenager e che l’hanno guidato, oggi, nella creazione di questa collezione. L’obiettivo della mostra, però, è quello di andare oltre al semplice ricordo adolescenziale:

Molti generi musicali hanno avuto il loro momento di maggiore impatto e poi sono svaniti, ma ci sono sempre state persone che si portano dentro quei momenti" - conclude Linehan - “Band come gli Stranglers o gli UK Subs suonano ancora oggi, ed ogni anno ci sono festival dedicati ai fan del vecchio punk. Celebrano una musica che ha ancora un suo corso e, per me, va benissimo. Nella mostra abbiamo dovuto tracciare una linea tra questo tipo di cose e la pura nostalgia, ma non è una divisione così netta, bianco e nero, ci sono molte sfumature”.

 

(via)

Tag: mostra punk

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