La musica italiana "in tribunale" su RaiDue

21/02/2006

Comunicato Stampa

Tg2 Dossier Storie
Sabato 25 febbraio
ore 23.50
a cura di Michele Bovi

A partire dai “favolosi anni ‘60” della musica leggera italiana, almeno due generazioni di autori sono state ingannate da addetti ai lavori smaliziati in merito al requisito obbligatorio dell’iscrizione alla SIAE per poter depositare una canzone. Non era vero: chiunque avrebbe potuto ottenere la protezione di un brano anche senza affrontare l’esame di compositore o di autore dei testi. Ma l’equivoco servì ad incoraggiare l’operazione-prestanome . Si calcola che negli anni del boom della discografia almeno il 50 percento dei nomi che comparivano sulle etichette dei dischi non corrispondessero agli autori reali. Prestanome per coprire autori in attesa di iscrizione alla SIAE, o imposti da editori e discografici, o attori protagonisti e conduttori televisivi che pretendevano di aggiungere il proprio nome tra i crediti delle colonne sonore dei film o delle sigle delle loro trasmissioni. Situazioni che hanno visto coinvolti anche brani ed artisti popolarissimi. Con conseguenze giudiziarie che si trascinano ancora oggi. Le rivendicazioni di Francesco Guccini, Gino Paoli, Bobby Solo, degli ex componenti del Clan Celentano e numerosi altri artisti nel Tg2 Dossier Storie a cura di Michele Bovi intitolato “La musica in tribunale” (sabato 25 febbraio, ore 23.50 su Raidue).

In studio, con la conduttrice Maria Concetta Mattei, il presidente della SIAE Giorgio Assumma e il maestro Vince Tempera.

Si parlerà anche di protezione del diritto d’autore per musica, testi e titoli delle canzoni con una panoramica sui brani di Sanremo 2006.

Dall’analisi scaturisce che alla 56° edizione del Festival va riconosciuto innanzitutto il merito dell’originalità dei titoli: “Vorrei avere il becco” di Povia e “Processo a me stessa” di Anna Oxa di sicuro non hanno precedenti.

Ne conta invece 12 il brano di Alex Britti “…Solo con te”. Lo stesso titolo (i puntini iniziali però lo …distinguono) è stato cantato in passato - tra gli altri - dai Cugini di Campagna, Roberto Carlos, Pupo, Lorella Cuccarini e Eros Ramazzotti.

La canzone di Simona Bencini, “Tempesta” , senza l’articolo , ha 4 precedenti. Con l’articolo – La Tempesta - si scomodano tutti i grandi , da Beethoven a Chaikowsky, da Gioachino Rossini a Mussorgsky , ma anche Litfiba, Formula 3 e Franco Mussidda.

Il brano di Ron ha lo stesso titolo di un film di Giuseppe Tornatore, “L’uomo delle stelle”, il cui tema omonimo à stato composto da Ennio Morricone.

Il brano “Irraggiungibile” di L’Aura ha un precedente cantato da Mario Guarnera.

“Che Bella Gente” di Simone Cristicchi lo cantò Giorgio Gaber su testo di Herbert Pagani e musica di Jacques Brel.

Anche “Sole negli occhi” di Riccardo Maffoni ha un precedente firmato Mike Frajria.

Davvero poche analogie rispetto ad altre passate edizioni in cui le similitudini tra titoli arrivarono a toccare persino quota 100 per cento.

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