Nasce PETM, la lega per la protezione dei musicisti

Il logo di PETM, People for an ethical treatment of musiciansIl logo di PETM, People for an ethical treatment of musicians
16/07/2012

La PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) è un'associazione abbastanza conosciuta. Protegge gli animali e spesso usa come testimonial celebrità piuttosto svestite. Se togliete la A della sigla e la scambiate con una M, invece, avrete la PETM, ovvero l'associazione che vuole proteggere una specie decisamente a rischio: i musicisti.

A lanciarla è l'americano Sam Rosenthal e l'acronimo spiega da solo il senso dell'operazione: People for the Ethical Treatment of Musicians. Ovvero: se tutti siamo d'accordo che le condizioni di lavoro in una fabbrica devono essere sopra un certo standard, perché non deve essere lo stesso per chi suona su un palco?

E Sam Rosenthal va ancora più dritto al punto: «Caffè equosolidale? Certo, quelle persone non devono vivere in povertà. Sindacati? Certo, i lavoratori devono avere un salario minimo garantito. Musicisti pagati per il loro lavoro? No, per carità! Li sto scaricando adesso da Torrent! Cosa? È questo il mondo in cui volete vivere? Musicisti, noi siamo il 99%!».

Si tratta ovviamente di una provocazione, ma l'obiettivo di Rosenthal è quello di sensibilizzare il pubblico intorno a un problema che è emerso più volte anche nei racconti di vari musicisti italiani.

[via]

Tag: diritti musicisti

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