Nessuno allo stadio, ma crescono i festival

04/08/2011

La PRS for Music – l'associazione dei compositori, cantautori e editori inglesi – tira le somme sul 2010 per la musica in UK. C'è un leggero calo: 3.8 bilioni di sterline, rispetto ai 3.9 dell'anno precedente.

L'attenzione è concentrata, ovviamente, sui live. Will Page, maggiore economista della PRS, afferma che la bolla dei live non è scoppiata ma non è il caso di andare nel panico. A tenere bassi i risultati sono sicuramente le cattive condizioni atmosferiche e, più in generale, un dato negativo relativo ai concerti negli stadi. Quest'ultimi registrano una caduta del 70 %, ma Page ribadisce che non c'è da allarmarsi, bisogna tener presente che molti big hanno abbandonato l'idea di esibirsi in location del genere – i Take That e il loro successo negli stadi resta un episodio isolato – abbassando quindi la media. La musica dal vivo non è completamente in crisi, alti e bassi: Stadi e Arene scendono rispettivamente del 70% e 14%, i festival crescono del 20%, i concerti di media grandezza del 4%. Continua quindi, secondo Paige, un periodo di assestamento per l'industria musicale.

Per info:
www.musicweek.com/story.asp?sectioncode=1&storycode=1046174&c=1

Commenti (1)

  • Face(the)Fact 05/08/2011 ore 17:51 @panzerfaust

    Fondamentalmente gli inglesi non interessano i concerti allo stadio, inlgesi.

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