Niente Baustelle al MI AMI 2006

10/05/2006

I Baustelle non suoneranno al MI AMI 2006.

Proprio così.

Ampiamente lodati supportati amati fin dai tempi di "Sussidiario illustrato della giovinezza" (2000).

Chiamati con orgoglio a suonare a un riuscitissimo ROCKIT M.A.G! Party a Milano giusto un mese fa (a cachet pieno e zero sconti, che era giusto così).

Fortissimamente voluti sul palco del MI AMI, proprio quest'anno, a coronare un anno importante (e splendido) per entrambi (noi e loro), ma soprattutto per la Musica Italiana.

E SOPRATTUTTO:
Confermati con la loro agenzia di booking (Locusta, nella persona di Enrico, il bassista dei Baustelle) intorno alla fine di Gennaio, a semplice rimborso spese (come TUTTI i gruppi in tabellone) e nessun contratto che a Rockit la parola è più importante di qualsiasi pezzo di carta.

Confermati in formazione ridotta (il chitarrista in attesa di un bimbo per giugno non poteva garantire la presenza), quindi dirottati sul palco "La Collinetta" in dimensione sperimentale (e assolutamente stimolante, aggiungiamo noi, invece del classico live che avrebbero potuto portare ovunque).

Già inseriti in tabellone per venerdì 9 giugno e di conseguenza nelle pagine pubblicitarie uscite su Rumore e Blow Up.

Già prenotate praticamente anche le stanze d'albergo.

Be’...

Una mattina, settimana scorsa, alcune telefonate con il loro manager-portavoce Roberto Trinci ci fanno sapere che i Baustelle non potranno suonare alle condizioni pattuite al MI AMI. ... Bum!... Cadiamo dalle nuvole. Ma come? Eh sì: a quanto pare la loro agenzia di booking aveva venduto uno spettacolo "che non esiste". Loro (il resto del gruppo e il manager) "l'hanno saputo soltanto adesso" (quasi 3 mesi dopo l'accordo). Il loro cachet estivo è salito a cifre molto molto più alte ("se no il gruppo non si mette in tasca niente, anzi abbiamo fatto dei conti e il gruppo deve dei soldi alla propria agenzia di booking"). Non è possibile assolutamente che i Baustelle vengano al MI AMI per la cifra pattuita (600 euro + vitto e alloggio). "Però capiamo la filosofia del festival... riconosciamo l'importanza di Rockit... e visto che ci teniamo ad esserci abbiamo fatto i conti: veniamo ad un cachet più basso rispetto al nuovo cachet estivo, ma assolutamente non alla cifra pattuita, perchè la produzione è ora diventata più importante, è aumentata la gente che ci gira attorno, sia come musicisti sul palco che come staff, persone che vanno pagate. Gli artisti sarebbero disposti a venire anche gratis... e poi così verrebbero a formazione completa e potreste farli suonare come head-liner sul palco principale".

Ci si lascia con la loro nuova offerta. Prendere o lasciare.

Un po’ di sgomento.

Il non capire, nemmeno molta rabbia. Delusione anzi. Accordi presi, rispetto. Fiducia anche.

Quindi l'accettare e il fare l'unica cosa possibile. Ok, niente Baustelle al MI AMI 2006. Per rispetto di TUTTI gli altri che hanno accettato pochi soldi, per la tanta importanza di esserci.

Perchè, forse, oltre che nei momenti peggiori, bisogna avere stile anche nei momenti migliori.

E lo diciamo occhi negli occhi e senza spocchia o rancore alcuno. Davvero.

"Arrivederci. E' stato bello. Mi sbagliavo. Ti sbagliavi. Era poco più di niente.

E poi. La moda passerà. Cognac. E posacenere. Voilà. Un’altra libertà". (Baustelle, "Arrivederci")

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