No Guru: il videoclip con la sfida di Milano

Se all'inizio per molti erano i Ritmo Tribale senza Edda e con Xabier Iriondo al posto di Fabrizio Rioda, va oggi riconosciuto ai No Guru di aver intrapreso una strada artistica autonoma, che non si limita a celebrare gli anni novanta, ma che prende di petto il disagio contemporaneo e lo affronta a mani nude, provando a scrivere la colonna sonora di una situazione sociale e culturale che ha voglia di gridare per rivendicare un suo ruolo attivo. Ed è proprio una sfida quella che lanciano nel loro nuovo videoclip di "Cammino con le mani in alto", raccogliendo un vero e proprio esercito di personaggi in una Milano deserta, per mandare a fanculo tutti quelli che sperano in una nostro cedimento imminente. Urlandogli "pagherete per questo, pagherete per tutto". E mai come in questo momento, il videoclip trova la sua attualità, soprattutto nella Milano che chiude.

Tante mani in alto che sovvertono il simbolo della resa, per trasformarlo in un avvertimento, in una sfida, appunto. La scena milanese di ieri e di oggi che aderisce ad una sorta di manifesto. Da Manuel Agnelli, ai Ministri. Da Alioscia dei Casino Royale fino agli Iori's Eyes. E poi ancora Andrea Ferro dei Lacuna Coil, Andy dei Bluvertigo, Pasquale Defina, Tommy Massara degli Extrema, Giacomo Spazio, Stefano "Edda" Rampoldi e tanti, tantissimi altri. Personaggi delle generazioni di ieri e di oggi, che si sono rotti i coglioni. Insieme. A voi riconoscerli tutti.

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L'articolo No Guru: il videoclip con la sfida di Milano di Redazione è apparso su Rockit.it il 2011-03-15 00:00:00

Tag: milano

COMMENTI (13)

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  • damarama 10 anni Rispondi

    I tamarri vanno ovunque (a ballare però).

    Quando hanno chiuso il Rolling Stone o il Raimbow (o il Garibaldi, Laboratorio Anarchico, o il bulk...ma i Cs sono altro discorso), il locale si trovava in una situazione disperata...per parlar spiccio, non se lo cagava più nessuno, colpa anche di una gestione ridicola

    La casa 139 è stata chiusa da "viva" e per questo ha suscitato tanto baccano. Io trovo tremendamente difficile dare una risposta al perché del flop di sabato




    (Messaggio editato da damarama il 24/03/2011 17:04:24)

  • rudefellows 10 anni Rispondi

    perchè ci vanno anche i tamarri? ma vanno anche alla casa, a dir la verità...
    Magnolia e Casa139 non li vedo così dissimili, nel bene e nel male...
    la differenza più evidente è il salasso della tessera arci fatta alla Casa

  • damarama 10 anni Rispondi

    E' anche politica, vero, ma l'elitarismo culturale di certe strutture porta a un isolamento con la "massa"

    Motivo per cui, sfido chiunque a chiudere l'Arci Magnolia che invece ha dalla sua parte, una clientela vasta ed eterogenea


    (Messaggio editato da damarama il 24/03/2011 16:14:42)

  • faustiko 10 anni Rispondi

    L'elitarismo non significa un cazzo... la mia percezione é questa: semplicemente c'é andata poca gente perché se la questione é "politica" (nel senso nobile del termine, ovvero che riguarda la città) il rischio é che venga in qualche modo strumentalizzata da strutture che comunque gravitano intorno ai partiti (in un modo o nell'altro).


  • damarama 10 anni Rispondi

    Primo punto centrato in pieno da Cesare:

    non è MILANO che chiude ma è tutta l'ITALIA!

    se questo concetto venisse metabolizzato dagli interessati al tema, sarebbe già un ottimo punto di partenza!

    Uno dei motivi per cui sabato a Piazza Fontana c'erano 4 gatti è facile da capire:

    La manifestazione, il "subbuglio", è nato dopo la chiusura della Casa 139

    quindi è stata mossa e promossa in prima persona dall'ARCI e da chi ha interessi legati alla Casa, con il risultato di avere raccolto la solidarietà (vedi le presenze all'evento confermate sulla pagina di Facebook e le decine di articoli sui giornali, webzine, blog, scatenati da tutta la compagine di intellettuali milanesi e italiani legati al mondo della cultura)

    Se non è la solidarietà a mancare, lo è però la partecipazione.

    E le motivazioni della mancata partecipazione, sono tante e impossibili, secondo me, da affrontare in poche righe

    Una delle cause è di sicuro, l'elitarismo che ha sempre contraddistinto la politica culturale della casa.













  • cesareparmiggiani 10 anni Rispondi

    E dille, cazzo!

    Poi a me sto pezzo non piace... tutta gente che si è rotta i coglioni non può fare che un pezzo che rompe i coglioni

    :?...

    Vabè dai sto facendo il coglione anche io... è tutta l'Italia che chiude, non solo Milano, e non ci si fa uno stracazzo, andiamo tutti affanculo insieme e amen... mi piacerebbe almeno ascoltare musica un po' più divertente e piacevole... tiriamoci su il morale... l'orchestrina del Titanic!

  • damarama 10 anni Rispondi

    @hanky, da cosa deduci che sono

    "un altro di quelli che si siede in poltrona e decide se quello che GLI ALTRI fanno va bene oppure no."?

    Questo è un film su di me che ti sei fatto nella tua mente

    Punto 2: 30 fa, a casa mia corrispondono agli anni 80

    Se qualcuno con un po' + di cervello volesse intervenire e tirare fuori qualcosa di interessante, eccomi

    Un appunto:


    la manifestazione di sabato in Piazza Fontana, è stata praticamente un fiasco

    io un paio di idee le avrei a proposito...

  • hanky 10 anni Rispondi

    Ah, e questo naturalmente al di là che i No Guru piacciano o meno. A me piacciono, e in questo video c'è diversa gente che conosco e rispetto direttamente o indirettamente, gente che a Milano qualcosa ha fatto. Tu puoi dire lo stesso, damarama?

  • hanky 10 anni Rispondi

    "Pragmatismo"? Dunque tu preferiresti il "pragmatismo"? Ecco un altro di quelli che si siede in poltrona e decide se quello che GLI ALTRI fanno va bene oppure no.

    Certo che di gente strana ce n’è parecchia, in giro. Cioè: quando nessuno fa nulla è una merda, quando qualcuno cerca di far qualcosa - che può piacere o meno, naturalmente - è una merda uguale. Ed eccoti che t'arriva addirittura uno a scrivere che Milano "ha cominciato a morire più di trent’anni fa", dunque secondo questo geniaccio era bella e viva alla fine degli anni Settanta: si vede che lui non c’era, a quei tempi. Ed evidentemente s'è dimenticato di quel che di buono – magari in un quadro generale decadente, ma comunque di buono - è successo nei decenni successivi. Senza contare che il ragionamento è fulminante: siccome, secondo lui, è da trent’anni che nessuno fa niente, allora chissà perché non va bene che lo si faccia adesso. (Che poi magari uno scopre che il tipo, alla fine dei Settanta, o non era nato o era un bambino. E così il quadro sarebbe davvero completo…).

    E poi, onestamente, fa tristemente ridere questa cosa del “per un po’ di visibilità”. Ma visibilità dove? Ma che cosa dici?

    Surreale poi la chiosa finale sui “tanti dubbi” e i “tanti perché”: lui si fa le domande, lui si dà le risposte (naturalmente giuste). Senti, ma visto che tu sai tutto, non è che ci dispenseresti qualche pillola di saggezza che vada al di là delle banalità da sopracciglio alzato?

    Caro (o cara) damarama, i "temi così delicati" si cerca d'affrontarli cercando di fare qualcosa, di coinvolgere per quel che è possibile le persone che si suppone possano condividere un punto di vista.
    Il resto sono chiacchiere. E queste sì, inutili e già sentite.

  • damarama 10 anni Rispondi

    E' molto interessante che dal mio post tu abbia solamente tratto spunto dalla mia provocazione sul bisogno di visibilità

    Non ci mettiamo a fare giri di parole su un forum.

    Parla chiaro se vuoi esprimere un concetto, che di Longhi ne abbiamo già avuto uno.

    Preferirei un po' di pragmatismo e di autocritica su temi così delicati