Novità dalla Compagnia Nuove Indye

26/02/2001

Queste le novità dalla Compagnia Nuove Indye

Al Nur
"Al Nur" vuol dire "la luce". Ed è la luce di una vera rivelazione. In questo lavoro Alessandro Cipriani rielabora pezzi di tradizioni orali provenienti dalle diverse culture con le quali è entrato in contatto profondo (canto religioso gregoriano, islamico, ebraico; musica cinese e araba). Le diverse "voci" del mondo non costituiscono un materiale di base passivo, ma una materia viva e attiva con cui instaurare un dialogo e uno scambio di infinite energie. Questa reciprocità porta alla costruzione di una nuova identità composta da gruppi etnici che interagiscono alla pari, senza prepotenze e forzature, dando vita a una polifonia affascinante e nuova, dove rimangono comunque riconoscibili le singole storie e le tradizioni particolari.

Tra gli ospiti che hanno dato il loro contributo alla realizzazione di questo lavoro, ci fa piacere segnalare la splendida partecipazione di Nour-Eddine.

Tapirulant
"Tapirulant" è il primo lavoro di una band pugliese, gli Pseudofonia, che si è distinta nella scena musicale italiana vincendo diversi Festival, quali Arezzo Wave, Ritmi Globali e Folkontest e che con questo CD merita di imporsi all'attenzione di pubblico e di critica. "Tapirulant", infatti, è un miscuglio originale di musica etnica, reggae e dub, con forti risonanze balcaniche intensi sapori tribali. Ne scaturisce un sound energico, dal grande impatto sonoro ed emotivo che ci può ricordare i Mano Negra e i Negresses Vertes, gruppi ai quali il gruppo certamente in qualche misura si ispira. I testi sono polemici e ironici. Complessivamente è un CD trascinante e vitale.

Ethnosphere tour
Gli Agricantus, maestri della contaminazione tra i generi musicali e i linguaggi artistici, considerati una delle più sensibili formazioni internazionali di world music, presentano il loro nuovo progetto discografico dal titolo Ethnosphere, composto di due CD.

In tutto il lavoro si respirano la poesia e la spiritualità del Tibet: un'atmosfera calda e avvolgente che ci permea sin dal primo ascolto. Anche questa volta (come nel precedente "Tuareg") si tratta di un viaggio, non più verso il deserto del Mali, ma verso Oriente, tra i templi buddhisti dimenticati sulle montagne di Lhasa.

Il primo volume di questo CD è maggiormente incentrato su tematiche trance e spirituali; non c'è alcuna traccia di facili concessioni a una moda estemporanea e il risultato sono musiche e parole profondamente sentite e meditate, che nascono da esperienze dirette, profondamente umane e, soprattutto, vere: studi, letture, amicizie, insegnamenti spirituali.

Il secondo volume, invece, ritorna su esperienze più terrene e corporee. I due CD, quindi, sembrano voler rappresentare, da un lato, l'anima, dall'altro, la fisicità; e, insieme, la sintesi (cercata e trovata), un cerchio perfettamente chiuso.

Il nuovo tour degli Agricantus inizierà a metà marzo.

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