Grazie a Google potrai usare suoni che ancora non esitono per le tue produzioni musicali

14/06/2017 11:04 di

Se vi siete mai chiesti se la musica abbia finito i suoni disponibili, se davvero siano già stati usati tutti i possibili strumenti, synth, effetti e pedali, se tutto ciò che in campo musicale valeva la pena di essere inventato sia già stato inventato, Google ha la risposta per voi. Ed è un orgoglioso, futuristico “No!”.

Dal team del progetto Magenta, lo stesso di Google Brain e DeepMind, arriva NSynth, il Neural Synthesizer che potrebbe cambiare il modo di fare musica. Il modo stesso in cui funziona NSynth, ovvero mescolare il suono di due fino a quattro strumenti diversi a piacere dell’utente, è ciò che lo rende così diverso dagli altri software del genere.

Grazie all’interfaccia estremamente intuitiva anche l’utente alle prime armi potrà così usare suoni mai sentiti prima, con un synth che non si limita a sovrapporre gli strumenti ma taglia e cuce le onde sonore, mescolandole in maniera perfetta, in un suono non solo armonico e preciso, ma fatto su misura.

Oltre che, con grande probabilità, diverso da qualsiasi altra cosa mai usata in un’altra traccia.

 

Un enorme database con il suono delle singole note di più di mille strumenti, inseriti dal team di sviluppo del synth, va a nutrire una rete neurale, a sua volta capace di processare singolarmente ognuno di questi e creare un vettore matematico per ogni suono.

Se vi sembra tremendamente complicato, non vi preoccupate. Lo è. Del resto stiamo parlando sostanzialmente di machine learning, uno degli esperimenti più innovativi e studiati degli ultimi anni in campo scientifico, dove sostanzialmente le macchine sono in grado imparare da sole funzioni per cui non sono state specificatamente programmate. Immaginate di imparare a giocare a scacchi durante una partita, basando ogni prossima mossa sul risultato della precedente. Soltanto che voi siete dei computer e nessuno vi ha mai detto nulla sugli scacchi.

Non ci si poteva aspettare nulla di meno del resto dal progetto Magenta, che mira a creare attorno a se un gruppo di creativi, artisti, sviluppatori e appassionati, per alzare l’asticella della ricerca in fatto di machine learning per quanto riguarda la creazione di contenuti in campo artistico.

I synth modulari rappresentano ancora lo standard di categoria, e non è questo il momento in cui dire addio a oscillatori e tastiere, ma NSynth potrebbe davvero cambiare le carte in tavola non solo nel modo in cui la musica elettronica viene prodotta, ma anche nel modo in cui viene pensata.

Tag: tecnologia

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