Cosa c'è scritto nel nuovo patto per la musica dal vivo in Italia

29/10/2015 11:00 di

Lo scorso venerdì e sabato si è tenuto a Milano "Musica Viva", un convegno che aveva come scopo quello della redazione di un patto per migliorare la situazione di concerti, festival ed eventi musicali in Italia.
Alla fine della due giorni (qui trovate il nostro liveblogging) sono state presentate le linee guida del patto che verrà formalizzato e rilasciato nella prossima settimana con l’adesione di tutti i soggetti, istituzioni e associazioni di categoria che hanno partecipato al convegno (tra i quali Comune diMilano, ExpoinCittà, SIAE e MTV, ANCI, ASSOMUSICA, Sindacati, ASL, Vigili del Fuoco, AGIS, Federculture, ARCI, cooperative e molti altri operatori musicali).

Vi riassumiamo i punti del patto: 

1. Acustica e quiete pubblica
Superare l’approccio che vede lo spettacolo dal vivo come un problema di ordine pubblico e di sicurezza attraverso la depenalizzazione del reato di disturbo della quiete pubblica e lo spostamento della disciplina del pubblico spettacolo dal TULPS, risalente al 1931 e attualmente di competenza del Ministero dell’interno, a un altro sistema normativo o Ministero più adeguato. Infine, la politica repressiva sull'acustica crea frizioni tra residenti, istituzioni e organizzazioni. Bisogna conciliare il diritto al riposo, al divertimento e all'aggregazione, favorendo un atteggiamento collaborativo verso chi organizza la musica dal vivo. 

2. Semplificare la burocrazia
Necessità di diffondere e di valorizzare a livello nazionale le buone pratiche di facilitazione legate alla musica dal vivo e sviluppate a livello locale da comuni e enti, partendo dall’esperienza dello Sportello Unico Manifestazioni del Comune di Milano.

3. Più tutele da parte di SIAE
Miglioramento e rinnovamento complessivo, soprattutto digitale, del sistema di tutela e gestione del diritto d’autore e dei diritti connessi, e del rapporto autori, editori, organizzatori e enti locali. "La SIAE di oggi è rinnovata in mentalità e cultura – ha dichiarato Paolo Franchinini, Vicepresidente Consiglio Sorveglianza SIAE - stiamo lavorando per migliorare tariffe e agevolare l’organizzazione"

4. Progetto e istituzione di un'anagrafe dei luoghi di spettacolo
Su impegno della stessa SIAE, in collaborazione con ANCI, si è confermata la necessità di creare una vera e propria anagrafe dei luoghi di musica live, per far sì che non si debba sempre ripartire da zero per luoghi già utilizzati in passato. Insomma, un censimento per individuare ufficialmente dei luoghi agibili per il pubblico spettacolo.

5. Agevolazioni fiscali 
Agevolazioni fiscali e non per il settore musicale e valorizzazione dell'indotto in termini di commercio, lavoro e turismo. L’urgenza è quella di attivare agevolazioni e incentivi fiscali per il comparto musicale, come da proposta del Ministro Franceschini, e di avviare un Tax Credit sulla musica seguendo l’esempio dell’Art Bonus.

6. Semplificazione normativa per licenze e autorizzazioni
Importante anche semplificare la normativa locale e le licenze, così come è fondamentale introdurre la possibilità di produrre autocertificazioni.

7. Lavoro e sicurezza dei luoghi e degli allestimenti e prevenzione incendi
Con la consulenza dei Vigili del fuoco, lo scopo è quello di alleggerire il peso economico e normativo delle norme di sicurezza, non prescindendo dalla necessità di rispettarle.

8. Formazione e consulenza trasversali degli uffici competenti ed enti competenti che gestiscono progetti di pubblico spettacolo

Tutti questi punti presentati sottolineano l’importanza di riconoscere reciprocamente il valore di tutti i diritti e professionalità legati alla filiera della produzione musicale dal vivo e l’importanza della musica live come portatrice di valore economico, sociale, culturale.

"Musica Viva – ha dichiarato Filippo Del Corno, assessore alla Cultura del comune di Milano – è stata un’occasione unica e mai vista in cui tutte le figure che si occupano della musica live si sono riunite attorno a un tavolo, tutti insieme per discutere, anche con posizioni divergenti e per poi arrivare a proporre un documento che apre molte speranze per la musica dal vivo. Le buone pratiche sviluppate dal Comune di Milano in occasione di ExpoinCittà sono state il punto di partenza del lavoro: dallo Sportello Manifestazioni fino alla convenzione stipulata con SIAE, queste esperienze sono a disposizione di tutti con l’auspicio che siano adottate e condivise anche in altri Comuni. Oltre a questo accolgo e rilancio la sollecitazione del dj Lele Sacchi di rendere l’Open AirTheatre uno dei lasciti di Expo: un nuovo e grande luogo per la musica dal vivo di Milano".

Tag: live

Commenti (2)

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  • Mauro Boccuni 30/10/2015 ore 09:58 @mauroboccuni

    Avrei gradito un commento critico da parte vostra a questo octalogo di "buone intenzioni".
    Mi tocca ragionare criticamente osservando chi ha organizzato questo incontro e chi è stato invitato a parteciparvi.
    Mi tocca ragionare, ancora una volta, sulla assenza di un vostro intervento infografico - ad esempio - che rappresenti la sintesi di quanto desumibile da questo compitino elaborato dagli attori coinvolti rispetto alla situazione del rapporto tra domanda e offerta del settore.
    Poi non mi è affatto chiaro se questo octalogo è circoscritto SOLO ai grandi eventi gestito dalle grandi società di eventi - quindi di fatto, poche realtà già ben piazzate che dominano nella stanza dei bottoni e che fanno la legislazione - o se sono contemplate anche le realtà delle tantissime piccole società territoriali che operano i tutta Italia.
    A naso, mi pare inoltre un'operazione che si identifica come "italiana" (cioè centro settentrionale, se non lombardo) ma che restringe il suo campo ad un paese che ignora.

  • RadioAtlantide 30/10/2015 ore 18:06 @RadioAtlantide

    bello leggere proposte fatte da chi non ha competenze in materia ... certo, far passare queste proposte come "per il bene comune" nel tentativo di mungere ancora una volta la mucca ai soli propri scopi, non ci vuole nulla. Basta crederci.

    Strano non abbiamo detto del misero (e prevedibilissimo) fallimento dei "live sotto le 200 persone" ...
    Tristezza più che artisti sembrano impiegati del ministero

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