Ci voleva Orietta Berti a dare dignità ai tormentoni

Orietta nazionale, insieme a Fedez e Achille Lauro, ha già vinto il premio per la canzone dell'estate: un twist che riporta agli anni '60 del boom, senza parole spagnole o ritmi latini d'accatto. È un tormentone, non vi aspettate niente di più, ma fosse questo il male dell'estate ci faremmo la firma

Un'elaborazione dalla fantastica copertina realizzata da Francesco Vezzoli
Un'elaborazione dalla fantastica copertina realizzata da Francesco Vezzoli

Come avevamo già scritto ai tempi dello scongelamento di Giusy Ferreri per la canzone dell'estate 2021 prodotta da Takagi & Ketra, la guerra dei tormentoni è appena iniziata e pure male. La canzone latina di Nina Zilli e Clementino è una roba che più che far venire voglia di ombrellone, mare e acquagym fa venire i brividi. Chissà quante ne sentiremo di copie carbone di quella tematica lì. Nella notte, però un faro ha illuminato il tristo cammino dell'ascoltatore di musica italiana durante l'estate del rilancio del turismo: è uscito il singolo di Fedez, Achille Lauro e Orietta Berti. Quello che sarebbe potuto sembrare di primo acchito una monnezza epocale, sfiora la gradevolezza grazie all'assenza di parole spagnole e ritmi latini.

Si intitola Mille e benché in me avesse fatto crescere ogni pregiudizio possibile, la verità supera gli orrori della costruzione di fantasia e mi riporta a terra con una canzone divertente e divertita, in cui Fedez sembra sciolto per la prima volta in anni, canta pure melodico su base twist anni '60 ovviamente elettronica. Achille Lauro, che col Bam Bam Twist c'aveva già avuto a che fare, in questa canzone è un po' l'anello debole ma alla fine ci sta, anche se personalmente aspetto gli ritorni la cazzimma dei tempi andati. Però che gli vuoi dire, so' ragazzi, la vera queen è una sola: Orietta.

Come entra il ritornello in puro stile canzonetta surf pop dei ruggenti anni Sessanta, tracima il buonumore. Intanto perché Orietta Berti ha quella voce usignolesca che potrebbe cantare anche il bugiardino del Pfeizer e ti farebbe comunque dire "Madonna come canta", poi riporta alla tradizione di un decennio di storia italiana in cui il dopoguerra era ormai alle spalle e il boom economico una realtà, in cui gli operai potevano permettersi le utilitarie, le ferie e le coppie si incontravano in piazza o sui pavimenti dipinti dei dancing nelle località di mare a ballare il ballo del mattone, il lento, il twist e a pomiciare alla faccia nostra. Ci riporta quell'indizio di Dolce Vita che non abbiamo mai davvero vissuto.

"Tutto è nato da un collegamento su Instagram con Fedez, nel penultimo giorno del Festival: Federico mi aveva lanciato la proposta di fare una canzone. In seguito, mi ha inviato un provino che ho ascoltato, rimandandogli poi la mia versione cantata. L'ho registrata nel periodo in cui ero in trasmissione da Enrico Papi. Mi hanno detto che ci sarebbe stata una “bomba” e, poco dopo, mi hanno svelato che ci sarebbe stato anche Achille Lauro. Una piacevolissima sorpresa! Il pezzo è bellissimo e a me piace tanto! Trasmette quella voglia di estate e quella leggerezza di stagione di cui abbiamo davvero bisogno. Tre generi diversi che si sono uniti perfettamente: gli opposti si attraggono. La mia voce mette in risalto la loro così come la loro mette in risalto la mia. Non sarà più quella lirica sanremese ma un'inedita alchimia nata dalle nostre voci” – commenta Orietta Berti.

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Nel testo, i due ragazzoni fanno la corte alla queen in modo giocoso e lei risponde: 

Quando sei arrivato ti stavo aspettando
Con due occhi più grandi del mondo
Quante stelle ci girano intorno, se mi porti a ballare
Labbra rosse o Coca-Cola
Dimmi un segreto all’orecchio stasera
Hai risolto un bel problema, e va bene così
Ma poi me ne restano mille

Come vedete, nessun accenno alla vida loca, allu mare lu sole lu vientu, niente hola chica mi amor contigo, niente sabbia nel costume, nessuna chitarra acustica in stile flamenco posticcio, niente reggaeton, nessun accenno a Baby K, alle favela o a Bangkok. Basta poco per fare un tormentone con tutti i crismi del tormentone che non faccia sboccare dopo il terzo ascolto casuale, e pare il segreto sia quello di una voce immortale, riconoscibile e oggettivamente bella, che non canta di soldi o scopate, ma di flirt in sala da ballo, ognuno coi propri problemi. Fosse questo il male della canzone italiana che diventa tormentone, c'è da farci la firma. 

 

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L'articolo Ci voleva Orietta Berti a dare dignità ai tormentoni di Simone Stefanini è apparso su Rockit.it il 2021-06-11 09:55:00

COMMENTI (1)

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  • mario.miano.39 3 g Rispondi

    Caro Stefanini non si può in alcun modo resistere al ritornello di Orietta Berti che va ben oltre sfiorare la gradevolezza: è una bomba!
    Dai numeri che poi vedo sembra che lì fuori si siano stancati di certe formule se shimmy shimmy è un flop che non si poteva neanche immaginare quanto facesse male fino ad oggi.
    Ma al di là di stancarsi di ritmi e generi secondo me quando la canzone è fatta bene funziona comunque e shimmy non è fatta bene per niente.
    Ringrazio il cielo che sono un italiano poco medio perché non ho partiti nè politici nè musicali a cui appartengo e se Achille e Fedez fanno una canzone che mi piace la metto ne LA CREMA (la mia playlist di spotify dove metto solo il top) e dove ci ho messo anche Malibu di Sangiovanni che è semplicemente geniale. In questa playlist ci ho anche messo "desiderio" di Cristina Donà che è forse una delle migliori canzoni mai ascoltate da anni, complessa, stratificata e popolare, feroce e tenera allo stesso tempo, apparentemente l'antitesi di Malibu.
    Il mio mantra è: solo belle canzoni