Ostie allucinogene, come una notizia inventata finisce su tutti i quotidiani

24/02/2012

Ieri su Facebook ha girato tantissimo, già dal mattino: a Campobasso durante una messa nella parrocchia Santo Spirito sono state distribuite ostie impastate con allucinogeni. Risultato: fedeli che non capiscono più nulla e inseguono il parroco dicendo che è il demonio.

Nell'arco di poche ore, la notizia si diffonde e arriva fino ai siti di informazione di quotidiani nazionali. Si parla di Sole 24 Ore, Libero, Messaggero, fino a TgCom, che parla di "allarme sul web". E ancora: "delirio a messa". I fedeli, invece, vengono definiti "sballati", "impazziti" o, con un inatteso ripescaggio dagli aggettivi degli anni '80, "drogati".

Peccato che fosse tutto falso, partito da un nota creata dai gestori della pagina Facebook "Questa non la sapevi", che raccontano «l'incredibile tam tam mediatico partito dall'evidente plagio dell'articolo del sito www.abruzzo24ore.tv che non ha fatto altro che copiare il nostro articolo parola per parola senza nemmeno utilizzare Google per accertare che la sopracitata parrocchia di fatto non esiste».

Da lì, molti siti di importanti quotidiani hanno iniziato a far girare la storia, dando per scontato che qualcuno, prima di loro, avesse verificato la notizia. Non era così. Oggi, allora, tutti sono corsi ai ripari. Per fortuna, per una volta, non c'è stato lo scaricabarile degli stessi quotidiani contro Internet, secondo una logica raccontata molto bene da Luca Sofri sul suo blog qualche giorno fa, in riferimento a un altro caso.

Per chiudere: provate a cercare "ostie" su Google.
Indovinate qual è il primo suggerimento che trovate?

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