L'otamatone è lo strumento musicale più assurdo che abbiate mai visto

otamatoneotamatone
08/07/2016 11:56 di

Nel lontano 1993 due fratelli, Masamichi e Nobumichi Tosa, fondano un collettivo artistico di nome Maywa Denki, prendendo il nome dall'azienda elettronica del padre chiusa nel '79 con l'intento di riportarla in attività, ma in maniera più fantasiosa. I due iniziano ad inventare dei prodotti-opere d'arte che portano in giro per il Giappone con delle "dimostrazioni": salgono sul palco con delle tute blu, tipiche dei vecchi negozi di elettronica giapponesi, e iniziano letteralmente ad usare tutto quello che hanno inventato. Nel 1997 entrano addirittura nella scuderia Sony, non come band ma come collettivo artistico, e incideranno per la major più di 10 album.

Questo perché tra le varie linee di prodotti-opere d'arte c'è anche quella di strumenti musicali nella quale figura l'otamatone, che probabilmente è l'aggeggio più assurdo che abbiate mai visto. Ha l'aspetto di un giocattolo per bambini e ha la forma di una croma: c'è una palla (dalla quale esce il suono), una stecca dritta e rigida e il classico ricciolo finale. Con una mano si "apre la bocca" alla palla, mentre con le dita dell'altra si tocca la tastiera sulla stecca. L'aspetto è a dir poco ridicolo, ma il suono è un po' più interessante, e si ferma a metà tra un theremin e una strana cornamusa sintetizzata.
Qui sotto c'è una dimostrazione ad opera dello stesso creatore.

Se ad un primo acchito può sembrarvi la tipica bizzarria giapponese che lascia il tempo che trova, sappiate che l'invenzione dei due fratelli, partita alla fine degli anni '90, non accenna a smettere di fare proseliti: i fan dell'otamatome sono sempre di più, e non sono circoscritti al solo Giappone. Si organizzano contest in tutto il mondo (suonarlo non è facile come sembra), e YouTube è pieno di cover eseguite con questo strumento, come questa qui sotto dei Nirvana (se vi viene da ridere, è ok).

Oltre al successo di pubblico, che porterà i due fratelli a produrre tante diverse versioni dello strumento, il collettivo ha ricevuto anche molti riconoscimenti ufficiali, come ad esempio l'essere nominato nel 2013 come rappresentante della cultura giapponese nel mondo da parte dell'Agenzia per gli Affari Culturali dello Stato (qui trovate la lunga lista di premi ricevuti dai due).

Se vi è venuta voglia di cimentarvi, sappiate che lo strumento è disponibile anche in Italia e costa dai 15 ai 50 euro, a seconda dei modelli e delle dimensioni.

 

Tag: strumenti

Commenti (1)

Aggiungi un commento:


ACCEDI CON:
facebook - oppure - fai login - oppure - registrati