Paolo Benvegnù racconta cosa significa scrivere

Paolo BenvegnùPaolo Benvegnù
09/10/2015 10:22

Oggi è il giorno che segna il ritorno ufficiale degli Scisma, ovvero il giorno di uscita di "Mr. Newman", il nuovo album della band dopo più di 15 anni di silenzio. Per l'occasione, vi facciamo leggere un bel testo inedito di Paolo Benvegnù in cui racconta cosa significa per lui il suo scrivere.
Le parole, che nascono dalla collaborazione tra Ala Bianca e Woodworm, e sono una risposta di Benvegnù alla frase del proprio editore "Ok, io lavoro le canzoni che tu scrivi. Ma tu raccontami del tuo scrivere".
Ne è venuto fuori un materiale che è soprattutto un breve flusso di coscienza, quasi una poesia improvvisata sul lettino dello psicanalista.

 

Ci si metteva intorno al fuoco.
La Luce, specie al buio, regala sempre un altrove.
Così fiorivano le Storie snocciolate da ognuno anelante al centro di ogni piccolo universo.
Non vedi?
Ancora perpetuiamo le medesime tradizioni.
Raccontare perciò di me, che racconto l’assenza, il diniego, lo scetticismo, è pura follia.
Serve? – mi chiedo spesso – Raccontare il mancato equilibrio di un funambolo?
E ancora.
Che cosa serve?
O serviamo noi a noi stessi?
Ché non ci si sente così soli se parliamo ed ascoltiamo?
Così questa è la mia dote.
La Resa alla Meraviglia.
La voce tesa come una Madre felice fresca di bucato steso.
Scrivere per me racconti dell’Assenza.
Amare ogni Cosa.
Stupore.
Poi sono canzoni.
Poi sono tessuti.
Poi ci sono gli essere umani innamorati.
E tendere al centro esatto dell’abisso.
Dove non c’è Niente.
Eppure è tutto vero.
Come le Stelle.
Dove tutto è Bellissimo.

 

 

 

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