Parte Google Play Music e i discografici protestano

Parte oggi in Italia Google Play MusicParte oggi in Italia Google Play Music
13/11/2012 15:22 di

Si sa, il mantra storico della discografia mondiale è uno e uno solo: la pirateria va contrastata in ogni modo. Un mantra che, nei primi anni di diffusione dei programmi di file sharing, aveva portato a una sostanziale identificazione di Internet con il male assoluto.

Sono passati più di dieci anni e le cose sono cambiate, ma a volte il riflesso condizionato torna a farsi vivo. Oggi Google ha lanciato il suo servizio musicale in diversi paesi, tra cui l'Italia (in realtà si poteva già attivare da tempo passando per vie diversamente ufficiali). Si tratta di uno store online e di un servizio di musica nella cloud simile a quello di iTunes Match. Tutte mosse che spingono verso un paradigma che si sta diffondendo sempre di più, ovvero quello dello streaming.

Una soluzione che sta dando buoni risultati a livello di numeri e di successo di prodotti (si pensi ad esempio a Pandora e a Spotify, che proprio in questi giorni si sta avvicinando al traguardo dei tre miliardi di dollari di finanziamenti ricevuti). I discografici, però, nono sono molto d'accordo. A parlare è Geoff Taylor, a capo della British Phonographic Industry. Il concetto è molto semplice e insieme disarmante: secondo Taylor, la diffusione di Google Music non servirebbe a nulla perché gli sforzi sarebbero vanificati dal fatto che Google continua a indicizzare nelle proprie ricerche i siti che ospitano materiale pirata o file torrent per procurarselo.

Come dire: provate pure a rivoluzionare il modo di ascoltare musica, cancellando dalla testa degli utenti il concetto stesso di "download", ma noi non cambieremo mai mentalità.

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Tag: google

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