Partito Pirata, server sequestrati in Germania

24/05/2011

Tra commissioni, studi e proposte di legge, la pirateria è diventata da tempo una questione politica in tutto il mondo. In alcuni Paesi, però, lo è un po' di più. Paesi, ad esempio, come Svezia e Germania, dove è presente il Partito Pirata - lanciato dai fondatori di The Pirate Bay. Nella nazione scandinava, i pirati sono riusciti a ottenere anche un seggio in parlamento, mentre in Germania si sono dovuti accontentare di essere il primo tra i partiti esclusi per non aver superato la soglia di sbarramento.

Il fatto di esistere a livello politico e di avere raccolto quasi cinquantamila voti (il 2%) ha però cambiato il senso delle azioni anti-pirateria che avvengono in Germania. Il caso più eclatante è di questi giorni: le autorità giudiziarie hanno ordinato la chiusura e il sequestro di una serie di server di proprietà del Piratenpartei. Il motivo? Sarebbero in qualche modo legati a una serie di attacchi online avvenuti negli ultimi mesi, con l'obiettivo di mandare in tilt diversi siti.

I pirati si difendono dicendo di non avere nulla a che fare con questi episodi; rilanciano dichiarando che la mossa di chiudere i server non è semplicemente un errore giudiziario, ma una chiara mossa politica per contrastare il Piratenpartei alle prossime elezioni. Insomma, un netto cambio di livello nella comunicazione e nella strategia: non più una difesa ideologica della libertà di condivisione, ma la possibilità di proteggere le proprie idee attraverso la politica e - più in generale - la libertà di parola e di espressione.

Non si può prevedere come si concluderà questa faccenda, sta di fatto che, se agli albori del filesharing qualcuno avesse prefigurato una lotta fatta dall'interno del sistema e con il linguaggio della politica, difficilmente sarebbe stato preso sul serio.

Per info:
goo.gl/fSOaq

Tag: politica germania

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