Pierpaolo Capovilla scrive per il Manifesto

21/02/2012

Pierpaolo Capovilla sostiene il manifesto, il quotidiano comunista che da settimane ha lanciato una campagna abbonamenti per raccogliere i fondi necessari alla sua sopravvivenza, dopo i tagli all'editoria approvati dal governo Monti.

Per farlo, il cantante del Teatro degli Orrori ha inviato una lettera, che è stata pubblicata oggi sul quotidiano. Si tratta di un pezzo che parte con la disamina della storia italiana (e della sinistra italiana) degli ultimi vent'anni, per poi concentrarsi sui motivi per cui, secondo Capovilla, il manifesto deve essere salvato.

Ecco la lettera completa, pubblicata sul manifesto del 21 febbraio:


Il giornale di opinione più democratico d'Italia

di Pierpaolo Capovilla

Cosa sia accaduto al Paese-Italia negli ultimi vent’anni, è presto detto. Dei valori democratici repubblicani non abbiamo avuto desiderio alcuno di occuparci attentamente, ognuno di noi preferendo ad essi i fatti propri e con questi, i nostri miserabili egoismi quotidiani. Ecco, cosa è accaduto. È mancata la vigilanza nei confronti degli sviluppi criminali e criminogeni di quella parte della società italiana che non ha mai avuto a cuore il benessere collettivo, e che è concretamente dovuta all’insufficienza e all’inadeguatezza dei partiti della sinistra. Rifondazione Comunista, che non ha saputo e non ha voluto ricercare e trovare l’unità necessaria e sufficiente per rimanere in parlamento e, miope, si è arroccata nei suoi piccoli privilegi castali. Il Partito Democratico, castale per eccellenza, il cui ceto dirigente non è cambiato e non cambia mai, e la cui visione politica d’insieme non è mai all’altezza delle proprie idee originarie, delle quali ha dimenticato, strada facendo, il valore e la forza propulsiva, e che non riesce a scorgere - colpa grave e gravida di conseguenze - come la società civile italiana sia molto, ma molto più a sinistra dei suoi rappresentanti politici.

Di queste insufficienze si è nutrita la borghesia faccendiera e ladra, i bari, i prevaricatori, i mafiosi, che hanno saputo, loro sì, innalzare lo straccio del populismo e del qualunquismo a bandiera di un’Italia desiderata e voluta cialtrona ed edonista, ignorante e narcisista. Nel caos dell’inettitudine, ecco l’incredibile vicenda del governo Monti, a dimostrare, una volta di più, come l’Italia sia il laboratorio politico più esemplare fra i paesi altamente industrializzati del mondo. È bizzarro, ancor oggi e ancora una volta, dover constatare come proprio un quotidiano che nel suo titolo si dichiara «comunista», con tutto il peso storico politico che questo aggettivo inevitabilmente porta con sé, sia in realtà il giornale più democratico edito in Italia, dove per democrazia intendiamo il liberalismo parlamentare tout court. 

[...]

il manifesto ha saputo incarnare negli anni tanto il punto di vista operaio che quello della borghesia per bene, e sottolineo per bene: perché c’è una parte del paese che, al di là delle sperequazioni sociali del capitalismo moderno, riesce a pensare alla comunità con spirito progressista, egualitario, socialista, utopistico se vogliamo, e questa parte è anche parte della nostra borghesia. L’utopia, si sa, è un paradosso. L’utopia è, dunque, un atto di fede. Perché non ci importa niente dell’impossibile raggiungimento dell’obiettivo utopico: ciò che importa, è il percorso che ci conduce verso esso: perché coincide con la nostra vita, con la nostra quotidiana esistenza, nel qui ed ora. È ciò che chiamiamo, orgogliosi, Politica, con la P maiuscola ed in singolar tenzone con l’arte italiana di farsi i fatti propri. Ricordo con amore una zia carissima, suora paolina, che si prendeva cura di me, un bambino povero ed introverso; comprava il Corriere della sera, e ci nascondeva dentro il manifesto, di fronte agli occhi sorpresi e perplessi del giornalaio. Comprendo solo oggi quanto negli anni bui del piombo, quello fosse un piccolo, intimo e cristianissimo gesto di libertà.

Tag: manifesto

Commenti (12)

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  • vladimir 23/02/2012 ore 16:54 @vladimir

    Grande Capovilla, vera testa pensante e grande Manifesto che da anni quotidianamente non si rassegna all'ordine costituito stando sempre dalla parte degli ultimi, dandogli voce.

  • maddi 26/02/2012 ore 20:28 @pierpierodepieris

    "l Partito Democratico, castale per eccellenza, il cui ceto dirigente non è cambiato e non cambia mai,"...

    allora qualche giornlista con gli attributi chieda a capovilla il motivo della TESSERA DEL PD che ha nel portafogli.

  • feedbaknoise 26/02/2012 ore 20:33 @57088#feedbaknoise

    apprendo da vladimir che il Manifesto sta dalla parte degli ultimi.... e da maddi che capovilla ha la tessera del PD e che quindi deve dare spiegazioni... magari quelli del PD sono fascisti ?!?....

  • maddi 27/02/2012 ore 17:37 @pierpierodepieris

    @feedback.
    che pp abbia la tessera del pd è cosa nota.
    ma se leggi quel che scrive sul pd in questo articolo, cose peraltro condivisibilissime, mi sembrerebbe logico, nel momento in cui si espone pubblicamente, chiedere una spiegazione ad una condotta diciamo cosi' politicamente"schizofrenica".

  • feedbaknoise 27/02/2012 ore 20:13 @57088#feedbaknoise

    maddi che facciamo, mandiamo Capovilla nella prigione del popolo e se non sapra' darci spiegazioni lo condanniamo come traditore della classe operaia ?



    http://www.youtube.com/watch?v=8dTYXZ4TmO8

    Servizio su esecuzione Roberto Peci - YouTube

    Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio viene ucciso dalle Brigate Rosse di Giovanni Senzani per ritorsione. Uno spaccato dalle trasmissione di Enzo Biagi

    http://www.youtube.com/watch?v=8dTYXZ4TmO8

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