Paolo Pietrangeli racconta la nascita di “Contessa”, inno del '68 italiano

La copertina del vinile di Mio caro padrone (1970) di Paolo PietrangeliLa copertina del vinile di "Mio caro padrone" (1970) di Paolo Pietrangeli
23/09/2015 12:33 di

Scritta in tre notti nel 1966 durante l’occupazione studentesca dell’Università “La Sapienza” di Roma, “Contessa” rappresenta l’inno per antonomasia del '68 italiano, il canto simbolo delle lotte operaie e dei movimenti studenteschi nell’Italia di quel periodo.

(La cover di "Contessa" registrata dai Modena City Ramblers nel 1993)

Proprio in questi giorni il regista e cantautore Paolo Pietrangeli, autore del brano, ha scelto di spiegarne la genesi in un approfondito racconto rilasciato all’agenzia ANSA, nel quale ha confermato e ampliato la voce che riconduceva l’ispirazione della canzone ad un dialogo ascoltato in un caffè di Roma.
Pietrangeli ha inoltre commentato l’influenza che ebbero nella composizione del pezzo da un lato il crescente senso di urgenza espressiva percepito in un ambiente familiare opprimente e dall’altro il confronto con lo storico dell’arte Federico Zeri, raccontando infine il ruolo che ebbe il passaparola nell’enorme e inaspettata diffusione del brano.

Paolo Pietrangeli in una bella fotografia di Angela Chiti

(Paolo Pietrangeli in una foto di Angela Chiti del 1997)

Qui una parte del racconto di Pietrangeli:

"Un milione di anni fa, chiuso in casa per una punizione dei miei genitori che mi impediva di uscire la sera, invidioso dei miei compagni che occupavano l'università giorno e notte, pieno di sensi di colpa nei loro confronti, ho sentito per la prima volta "L'urgenza". L'urgenza è l'insopprimibile necessità di dire, di raccontare qualcosa a qualcuno o anche a te stesso.

Federico Zeri, un grande storico dell'arte che frequentava abitualmente casa mia, mi aveva messo in testa la voglia, l'abitudine e la capacità di mettere insieme filastrocche, giochi di parole, il gusto delle parodie, delle rime e delle assonanze.

Di giorno potevo uscire e nel bar Negresco di piazza Istria a Roma, vicino a casa mia, avevo avuto una questione con due clienti di quel bar [...]. Il succo del loro chiacchiericcio era un concentrato di luoghi comuni; sentii il bisogno, l'urgenza appunto, di rispondere.

Tre notti chiuso in camera tra le due urgenze e venne fuori una canzone. Il quarto giorno, di prima mattina, andai alla Sapienza per far conoscere ai miei compagni insonnoliti il frutto di quell'urgenza.

Molti mesi dopo, avevo conquistato la libertà, ero a Pisa per una manifestazione [...]. Eravamo in tanti e si sfilava urlando slogan lungo il Lungarno. Improvvisamente, dal fondo del corteo partì un canto che si allungò per tutte quelle gole fino a raggiungermi, superarmi e stordirmi. Mi misi su un lato della strada a vedere tutti quei ragazzi e quelle ragazze che cantavano Contessa. Niente radio, né televisione, né dischi ma solo un passaparola che nessuno e nemmeno io potevamo immaginare. È stato uno dei momenti più belli della mia vita."

via

Tag: canzonette

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