Credete che la pirateria sia in calo? Vi sbagliate

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20/07/2015 11:25 di

Digitalmusicnews.com ha pubblicato un interessante articolo sullo stato attuale della pirateria, sia in America che in tutto il mondo. L'autore è Robert Steele, uno dei fondatori di Rightscorp, una società che si occupa di tutelare i diritti d'autore e offre ai suoi affiliati la possibilità di sapere se i loro contenuti sono condivisi illegalmente in rete.

Steele parte dalla constatazione che esiste un'opinione diffusa secondo la quale la pirateria sia in calo grazie all'arrivo di servizi come Netfix o Spotify che propongono film o musica on demand semplicemente pagando un abbonamento mensile. L'idea alla base è semplice: se determinati contenuti sono offerti all'utente in maniera immediata e ad un prezzo accessibile, quest'ultimo sarà meno invogliato a cercarli per altre vie. Uno studio della Cisco, però, dimostra che il download di file illegali in America non è mai diminuito, anzi, secondo le proiezioni continuerà a crescere arrivando ad un amento del 44% in dieci anni. La tendenza, seppur con una salita meno ripida, viene confermata anche a livello mondiale: nel 2014 sono stati scaricati 6.090 milioni di gigabyte al mese che, secondo un calcolo approssimativo, corrisponderebbero a 1.6 milioni di dischi e rappresenterebbero il 18% del traffico internet globale.



Perché viene percepito il contrario? Steele avanza diverse ipotesi. Certamente a Netflix fa gioco presentarsi come il nuovo che avanza e sostituisce un vecchio modo, a maggior ragione illegale, di fruire film online. In un articolo di Billboard del 2013, Ted Sarandos, referente dei contenuti del portale, aveva dichiarato che il suo servizio stava crescendo mentre le attività su BitTorrent cadevano in picchiata (affermazione poi smentita da un post apparso sul blog di BitTorrent). È certamente un tema che può aver presa sulla stampa e sui lettori ma c'è il rischio che non sempre si scelgano le fonti giuste: per alcuni anni, ad esempio, chi si è occupato dell'argomento - anche testate importanti come il Time Magazine o altre - ha citato uno studio dell'NPD Group; secondo Steele tale studio non era così affidabile perché non si basava su un elenco di dati concreti ma su una lunga serie di interviste (ed è plausibile immaginare che in pochi ammetterebbero di scaricare illegalmente un film o un disco).

In ultimo, uno dei principali motivi che porterebbero a credere che la pirateria stia scomparendo è il trend positivo dell'Europa Occidentale: il traffico di file illegali sta realmente calando e le previsioni dicono che nel 2019 tornerà allo stesso livello di dieci anni prima. È un dato certamente confortante ma, se si tiene presente che i soli gigabyte scaricati nel 2014 in Europa erano quasi il doppio di quelli dello stesso anno in America, si può capire come la pirateria sia ancora un fenomeno dalle dimensioni considerevoli. Se volete approfondire l'argomento, qui trovate l'intero articolo.

 

Tag: tecnologia pirateria

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