Pirateria: l’Italia rimane tra i cattivi

06/05/2011

E sono dieci. Con la pubblicazione del consueto Rapporto 301 da parte del governo statunitense, l’Italia rientra per il decimo anno consecutivo nella Watch List di Washington, dedicata ai Paesi da tenere sotto controllo per il loro (scarso) impegno contro la pirateria.

L’Italia fa compagnia ad altre 27 nazioni, tra cui Brasile, Spagna e Norvegia. C’è chi sta peggio, come quei Paesi che rientrano nella Priority Watch List, veri e propri stati canaglia del diritto d’autore. La lista in questo caso è più corta e si ferma a 12 membri, tra cui spiccano Cina e Canada, cioè i due principali partner commerciali degli USA.

La pubblicazione di queste liste non sembra però essere all’insegna di criteri di trasparenza e obiettività. Scrive Guido Scorza su Punto Informatico: “Il rapporto appare influenzato in modo rilevante ed irresponsabile dalla lobby dei detentori dei diritti d'autore che ha, praticamente, dettato - quasi parola per parola - agli uffici del Governo USA la posizione da assumere in relazione al nostro paese.”. Questa dettatura emergerebbe da una totale adesione tra i passaggi dedicati all’Italia nel rapporto governativo e quelli presenti in un analogo documento redatto dalla International Intellectual Property Alliance, la lobby che si occupa di sostenere le posizioni di chi detiene diritti d’autore.

Per info:
punto-informatico.it/3149990/PI/Commenti/signori-del-copyright-chiamano-washington-risponde.aspx

Tag: pirateria

Commenti (1)

  • Matteo 06/05/2011 ore 16:05 @matteomanighetti

    Con la censura che abbiamo (btjunkie, piratebay...) ancora ci vedono poco restrittivi? Siamo alla morte della cultura ormai.

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