Pirateria, tra parlamento e processi

Da una parte del mondo si rischia di pagare multe con troppi zeri, dall'altra si va in parlamento: la pirateria continua a essere argomento spinoso.

A Boston, uno studente potrebbe essere costretto a pagare 675.000 dollari alla RIAA, l'associazione dei discografici statunitensi. Il ragazzo si chiama Joel Tenenbaum ed è accusato di aver scaricato illegalmente trenta brani attraverso piattaforme di peer to peer. La multa sarebbe di circa 22.000 euro a brano e l'intera vicenda farebbe entrare di diritto il buon Joel nella omonima famiglia del film di Wes Anderson. A lui la scelta tra la fascetta da tennista e la tuta rossa.

Nel vecchio continente, invece, fa registrare un nuovo successo il Partito Pirata. Durante questo weekend, infatti, si sono svolte le elezioni regionali a Berlino e il partito pro-download ha raccolto circa il 9% dei consensi. Una percentuale per la quale gente come Pierferdinando Casini farebbe carte false. Le cose si fanno ancora più interessanti se si calcola che, secondo alcuni esperti, il Piratenpartie avrebbe intercettato il 46% dei voti dei giovani. Tra i punti del programma: trasporti pubblici gratuiti, la creazione di un salario minimo e la legalizzazione delle droghe leggere. E la libertà di scaricamento, ovviamente.

Per info:
goo.gl/FNO7N
goo.gl/Qv5Ke

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L'articolo Pirateria, tra parlamento e processi di Redazione è apparso su Rockit.it il 2011-09-19 00:00:00

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