Oggi, 35 anni fa, veniva rapito Fabrizio De André

Fabrizio De AndréFabrizio De André
27/08/2014 15:04

Il 27 agosto di trentacinque anni fa vennero sequestrati in Sardegna Fabrizio De André e sua moglie Dori Ghezzi. I due rimasero prigionieri dell'Anonima Sarda per quattro mesi, durante i quali furono sottoposti a trattamenti degradanti, come essere incatenati a un albero, incappucciati o avvolti sotto teli di plastica.
Nelle interviste successive alla liberazione De Andrè ha raccontato: "I primi giorni non ci facevano togliere la maschera neppure per mangiare, e così ci tagliavano il cibo a pezzettini e ci imboccavano. È stata un'esperienza tremenda che tuttavia ha lasciato anche segni positivi, come la riscoperta di certi affetti nascosti. Nei confronti di mio fratello Mauro, ad esempio. È stato lui a trattare coi rapitori e non dimenticherò mai il nostro abbraccio appena tornati a casa. Il primo mese di sequestro ci hanno fatto compagnia le emozioni, poi è prevalsa la monotonia”.

Anche la moglie Dori Ghezzi ha poi descritto alla stampa i quattro mesi di prigionia: “Si cercava di far passare il tempo, ci inventavamo dei giochi stupidi pur di distrarci. Visto che procuravano le sigarette e i cerini per Fabrizio, lui era riuscito a creare delle carte da gioco. Abbiamo avuto paura, ma ci siamo preoccupati anche molto per gli altri che non sapevano se eravamo ancora vivi. Con dei cappucci in testa è difficile comunicare, dialogare, ce li toglievano solo per alcune ore. Fermo restando che ci avevano privato della nostra libertà, i nostri carcerieri si sono comportati in modo tutto sommato umano.



Nonostante alcuni trattamenti psicologicamente traumatici, non tutta la durata del sequestro fu spiacevole. De André raccontò che "I rapitori erano gentilissimi, quasi materni. Sia io sia Dori avevamo un angelo custode a testa che ci curava, ci raccontava le barzellette. Ricordo che uno di loro una sera aveva bevuto un po' di grappa di troppo e si lasciò andare fino a dirci che non godeva certo della nostra situazione. Anzi, arrivò a sostenere che gli dispiaceva soprattutto per Dori".
Dopo alcuni mesi di trattative con la famiglia di De André, i due furono infine rilasciati dopo il pagamento di un riscatto di 550 milioni di lire, sborsati per la maggior parte dal padre di De André. I dodici rapitori (tutti uomini) furono poi arrestati e condannati nel Novembre 1985. 
Dall'esperienza del rapimento De André scriverà la canzone “Hotel Supramonte”.

Tag: storie

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