Contro lo Stato, i muri, i cerchi e tutti quanti: i Rathauz

Guarda in anteprima il video di "FORZ3" e cerca di capire cosa hanno in testa i Rathauz.
04/04/2019 12:39

A dieci anni ricevi il tuo primo CD, "The Fat of the Land" dei Prodigy. Negli anni zero vai in fissa con il mondo delle etichette punk underground. Qualche anno dopo scopri la trap con un anticipo clamoroso sul resto della tua nazione. Nel frattempo te ne sbatti il cazzo di tutto quello che è normalmente veicolato dal linguaggio musicale. Ah, dimenticavo, sei nato e cresciuto intorno a Vicenza, nel Veneto meno indulgente che esista.

Chi sei? Se sei da solo non oso immaginare, ma se siete in due fratelli probabilmente siete i Rathauz: la cosa più simile al punk degli anni '80, ma oggi. Se i CCCP e i Disciplinatha fossero nati adesso, probabilmente farebbero una roba nell'ambito trap, e sicuramente non suonerebbe come Ghali o Sfera, ma molto, molto più vicino ai Rathauz.

Per farvi capire meglio, ecco l'anteprima del nuovo singolo dei Rathauz, "FORZ3".

 

I due fratelli Rathauz dirigono la premiata ditta Rat-Truppen. Fanno tutto in casa: uno produce, l'altro scrive, canta e strilla. I video li girano insieme, li montano loro, si fanno aiutare da qualche amico musicista quando serve una chitarra o qualcuno che tenga la camera in mano. Quello che vogliono esprimere a volte è chiaro ed esplicito, molto spesso no, sicuramente, è sempre fuori da ogni codice.

"Quello che piace fare a noi è trattare dei concetti che sono tranquilli in maniera metal e concetti che sono metal in maniera «tranquilla». Deve esserci sempre questa contrapposizione, anche nel messaggio, l'ironia è sempre importante, ce la mettiamo sempre". 

E l'ironia dei Rathauz si percepiva già quando è uscita "UN3SCO". Di certo non è l'ironia che ci aspettiamo di trovare nella pagina "Scopri" di Instagram. Somiglia più che altro all'ironia che si incontra scrollando le board più ambigue e sconvenienti di 4Chan, dove la frittura dei meme copre un po' tutto, dall'anarchismo al neo-nazismo.

C'è infatti un discorso profondamente "politico" nei messaggi veicolati dai Rathauz. Ho provato a studiare la loro simbologia, il loro lessico, per capire in che sottocultura infilarli, ma proprio non ce l'ho fatta. Le parole più adeguate per definire questa lotta, sono le loro:

"C'è sempre questa contrapposizione tra il gesto che è esasperato, quindi lo sfogo, e le convenzioni sociali che impediscono di sfogarsi del tutto. Questo confine viene dato sempre da qualcosa di esterno, dalla società, dai comportamenti. Nel video siamo rappresentati in divisa: mentre le espressioni facciali, il nervosismo, lo sfogo cercano di esprimersi, c'è una convenzione che porta a frenare. È sempre difficile capire dove piazzare il confine. Quello che proponiamo è sempre frutto di quello che pensiamo noi, non cerchiamo di imitare nessuno". 

Da lì mi chiedo quale sia effettivamente il verso di questa protesta, che dalla fonte si infrange sul niente. Canzone contro, ma contro cosa?

"È sicuramente una canzone di protesta, ma non tanto schierandosi da una parte o dall'altra... è una protesta proprio contro questa contrapposizione: la forza dell'ordine è l'esempio di qualcosa che sta sempre in mezzo, che può essere sia pace che guerra". 

E allora guerra sia, e pace, e contrasti. I Rathauz sono così, per protesta, in un moto caotico, casuale e che non guarda in faccia nessuno, manco se stesso. "Quindi qualcosa proprio contro l'ordine. Non inteso tanto come lo Stato, ma proprio contro un rigore. Più che una protesta è una descrizione, come la maggior parte dei nostri pezzi." E le istituzioni, le forze dell'ordine, l'Unesco, non sono il male in quanto tale, sono un obiettivo in quanto simbolo ma senza una connotazione. Non c'è il bene e non c'è il male, il confine da abbattere è il confine stesso, per il puro gusto, senso e spirito di farlo. Dentro il cerchio, rompi il cerchio e scappa fuori. Urlando come il matto che vorresti diventare. 

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L'articolo Contro lo Stato, i muri, i cerchi e tutti quanti: i Rathauz di Pietro Raimondi è apparso su Rockit.it il 04/04/2019 12:39

Tag: anteprima

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