I retroscena della chiusura di WinMx

25/09/2005

E' ormai quattro giorni che è fermo, e sembra che i tentativi di riportarlo in vita siano sostanzialmente l'eco di un cigno che ha già cantato. Winmx, software che consente di condividere file - tra cui musica e film - non è più raggiungibile. Il popolare indirizzo www.winmx.com è infatti bloccato dal 21 settembre.

Il sito www.winmxitalia.it, punto di riferimento per gli utenti italiani, in una nota del 23 settembre, afferma: "I server della Peer Cache come pure il sito web della compagnia non sono più raggiungibili. La notte scorsa i server sono stati chiusi e gli utenti non sono più in grado di collegarsi alla rete". I motivi della chiusura sono però tutt'oggi avvolti da una densa patina di mistero: WinMX Italia racconta che la FrontCode - proprietario e sviluppatore del peer2peer - aveva nei giorni scorsi ricevuto una lettera di 'cessa e desisti' dalla RIAA che minacciava gli sviluppatori del software di adire le vie legali se non avessero fermato il loro servizio P2P.

La Riaa (Recording industry association of America) è protagonista di una battaglia giudiziaria contro lo scambio di contenuti d'autore sui siti P2P, che ha registrato lo scorso 5 settembre una sentenza di un tribunale australiano secondo il quale gli utenti di Kazaa, altro popolare sito di condivisione file, violano i diritti d'autore. Enzo Mazza, direttore della FIMI, aveva espresso la propria soddisfazione all'agenzia Reuters: "Dopo la decisione su Grokster (altro sito di condivisione file) della Corte Suprema Usa (lo scorso giugno), anche un tribunale australiano ha stabilito che le imprese che propongono un modello di business basato sulla riproduzione illegale di musica sono responsabili per danni per l'attività svolta dai loro utenti". Mazza ha aggiunto che l'industria musicale americana, già dopo la prima sentenza su Grokster, aveva inviato diffide a diverse reti P2P - cosa che confermerebbe l'ipotesi di WinMx Italia - individuando responsabilità delle società titolari dei servizi, potenzialmente oggetto di richieste di risarcimenti.

Nella sentenza dello scorso 5 settembre su Kazaa, il giudice australiano aveva stabilito in particolare che il proprietario e sviluppatore Sharman Networks non aveva di per sè infranto le norme sul copyright ma aveva incoraggiato milioni di utenti di Kazaa nel mondo a farlo. E oggi il whois sul dominio winmx.com - che precedentemente informava che il proprietario era la FrontCode e che il sito era localizzato in Canada - lo mostra localizzato in Port Vila, Vanatu, una piccola isola nel sud del Pacifico. Registrato non alla FrontCode ma ad un certo WinMX Technologies. Le ipotesi allora sarebbero due, dice WinMx Italia: 1) "Potrebbe allora trattarsi di un trasloco per proteggere le loro operazioni dalle controversie legali"; 2) "Potrebbero prepararsi a lanciare un nuovo WinMX che sostituirà quello attuale con un nuovo protocollo".
Al momento, però, nulla è ancora stato ufficializzato. Non resta che trasferirsi su DC++ o Emule.

Tag: siae

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