Ritorno al futuro, Maroni: "scarico fuorilegge"

15/09/2006

Italia - 1989

L'Italia è ancora una volta sul pezzo. Al passo coi tempi e pure una spanna avanti. Il nostro personale Ritorno al Futuro non accenna a fermarsi. Con gli anni novanta ormai alle porte ed i mondiali italiani che porteranno l'attenzione del mondo intero verso il nostro paese, il corpus politico lancia dichiarazioni al fulmicotone: "Io scarico da internet". Questo il sunto delle sconvolgenti rivelazioni di Maroni, giovane politico che apre anche in Italia il fronte di quello che nei prossimi anni sarà argomento di grande discussione nonostante oggi pochi lo conoscano. La provocazione nasce per portare all'attenzione del parlamento una problematica su un tema innovativo. Cosa accadrà alla musica con l'avvento delle nuove tecnologie? Il download illegale influirà sul mercato discografico? Come sarà possibile in futuro arginare la diffusione di musica in Rete? E il diritto d'autore avrà ancora senso?

Da un articolo di Vanity Fair anticipato dal Corriere.it e ripreso da Punto Informatico e altre testate, molti politici dimostrano di avere a cuore l'argomento, rivelando una preparazione d'alto livello su un argomento estremamente delicato e ad alto contenuto
di innovazione tecnologica. Addirittura i più fantasiosi pensano che tra qualche anno quasi tutti avranno un computer in casa e le email saranno utilizzate in luogo dei fax. In questo scenario pionieristico, i nostri politici sembrano già nel futuro.

Il provocatorio esponente di sinistra Francesco Caruso dichiara di scaricare da sempre. "Sono dieci anni che lo faccio, quando la rete non c'era ancora". Qualcuno lo addita di essere confuso, dimenticando che già nei primi anni '80 era diffuso il phreaking tramite blueboxing o l'outdial tramite Itapac per scaricare warez dalle BBS americane. Il politico di sinistra prosegue: "I pescecani delle multinazionali hanno fatto della musica una merce, ma si mettano l'animo in pace: il copyright se lo possono dimenticare. È impossibile impedire il file sharing. Io scarico dai new melodici napoletani alla musica punk". Le major discografiche non sembrano affatto preoccupate e la loro situazione è indubbiamente florida, si pensi solo che un piccolo gruppo di Seattle ha appena venduto migliaia di copie con un disco intitolato "Bleach". A riguardo però il talentuoso Maroni prevede scenari di scontri aspri ed auspica che "le grandi case discografiche facciano una iniziativa, coinvolgendo la comunità web, magari anche qualche hacker, per trovare una soluzione, in modo da passare dalla repressione, che non serve, alla collaborazione". A tutela del mercato a rischio interviene anche Bobo Craxi con un'illuminante teoria di tutela dei lavoratori: "Sono per l'oggetto tradizionale, perché non è un problema di libera fruizione dell'arte, quanto di tutela dei lavoratori che stanno dietro al prodotto". Giorgia Meloni di Azione Giovani, costola giovanile del partito di destra, sostene che "attualmente la musica è considerata un bene di lusso, con l'Iva sui CD al 20% il risultato è la pirateria. Per i ragazzi i costi sono proibitivi. E come Azione giovani siamo sensibili al problema". A ribadire come i giovani italiani siano sempre pronti a reagire con grandi idee agli stimoli delle innovazioni. Siamo nel 1989 e già pensiamo al duemila. Meno disponibile al cambiamento e più conservatore Massimo Gasparri: "il diritto d'autore va salvaguardato, anche se i giovani sono per il tutto gratis". Se mai un giorno l'Italia dovesse avere un Ministero delle Comunicazioni svincolato dalle Poste Italiane, l'impressione è che difficilmente lui sarebbe interessato alla carica. Ma siamo nel 1989, c'è tempo in questo mare infinito di gente. Certo le dichiarazioni di Maroni faranno discutere. Si preannunciano grandi scontri alla Camera e al Senato. Nulla vieta che questo dibattito di nuova generazione si sposti anche alla CEE. Nel frattempo è pensabile anche la nascita di cooperative nazionali di operatori del settore che si occupino di organizzare fiere ed iniziative dedicate. La battaglia è appena iniziata. Segnatevi questo nome: "peer to peer". Probabilmente sarà discusso durante tutti gli anni novanta. // Stefano Rocco (III° E - Liceo Scientifico L.Pasteur)

Altro materiale:
punto-informatico.it/p.aspx?id=1647201
www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/09_Settembre/14/basso.shtml

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