“Rumble” di Link Wray è l’unico brano strumentale mai censurato dalle radio

Rumble di link wrayRumble di link wray
19/04/2017 10:29 di

Nella storia della musica è facile trovare brani che siano stati censurati per i testi scabrosi, allusivi o violenti, o perché accompagnati da video ritenuti inadatti alla visione del grande pubblico. Ma esiste una sola canzone vittima della censura esclusivamente per i suoni che contiene: è “Rumble”, strumentale di Link Wray pubblicata nel 1958.


Eseguita per la prima volta dal vivo nel 1957 a Fredericksburg, in Virginia, “Rumble” provocò subito agitazione nei giovani presenti in quella serata, e per ricrearne in studio le atmosfere e il suono aspro e distorto, Wray fece dei buchi sull’altoparlante del suo amplificatore, creando così il primo fuzzbox della storia.

La canzone di Wray agitò presto piazze ben più ampie, incorrendo nella censura delle radio di New York e Boston per il timore che potesse incitare alla violenza: del resto il suo nome prendeva spunto da una scena di scontri fra gang in West Side Story chiamata proprio “Rumble”.

Lo stile di Wray è riconosciuto come una grandissima innovazione rispetto a tutto ciò che c’era stato prima, e precursore di ciò che ancora doveva arrivare: Jimmy Page ha descritto “Rumble” come un momento cruciale, Iggy Pop attribuisce al brano il merito di averlo fatto diventare un musicista. Il chitarrista statunitense, nelle parole di Carey O’Dell, è “il padre della distorsione e del ‘fuzz’, il creatore del ‘power chord’ e il padrino del metal”: il suo blues intriso di tremolo e riverberi, accompagnato da una sezione ritmica decisamente minimalista e istintiva, non spingeva gli ascoltatori a ballare ma, come si legge su Rolling Stone, “suonava come un invito a battersi col coltello”.

 

(via)

Tag: censura blues

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