Sanremo 2014 - Lettere dal fronte: Le prove e l'attesa

La nostra inviata Marta Blumi Tripodi ci racconta Sanremo 2014 visto da vicinoLa nostra inviata Marta Blumi Tripodi ci racconta Sanremo 2014 visto da vicino
18/02/2014 16:22 di

Partiamo con l'annunciare che quest'anno una doppia sfiga affligge il festival: a una trentina di chilometri dalla ridente città dei fiori, infatti, si è abbattuta una frana sulla ferrovia, che è interrotta da settimane. Per non farci mancare niente ne è caduta anche un'altra più o meno alla stessa altezza, ma stavolta sulla strada principale. Chi vuole raggiungere Sanremo da qualsiasi località che non sia Nizza, quindi, si trova a dover affrontare innumerevoli disagi sia che viaggi in treno (come quello da cui la vostra inviata speciale vi sta scrivendo, attualmente in ritardo di un'ora), sia che viaggi in macchina. Forse anche per questo, la gioiosa marea di vecchiette a caccia di autografi e personaggi semipubblici in cerca di gloria che di solito invade le strade antistanti l'Ariston è meno gioiosa – e meno marea – del solito. Ma Sanremo è sempre Sanremo e gli irriducibili non si scoraggiano senz'altro per dettagli ininfluenti come questi.

[Le radio requisiscono i negozi e li trasformano nei propri studi]

La prima impressione del giornalista che si appresta a varcare le porte dell'Ariston è un misto di emozione, timore reverenziale e disorientamento. All'ingresso c'è un tappeto rosso ancora transennato e avvolto nel cellophane, intorno al quale numerose troupe di vari programmi per casalinghe trasmettono in diretta una serie di vox populi ininterrotti. Tutti i negozi attorno al teatro – parrucchieri, telefonia, alimentari e via dicendo – sono stati requisiti dalle radio private che trasmettono da lì, in vetrina. Al di qua delle transenne, nonnine e adolescenti cercano di guadagnare la prima fila armati di macchine fotografiche; al di là reporter, manager, discografici, cantanti, musicisti e turnisti si affollano sulla porta, salutandosi e scambiandosi biglietti da visita.

[Il red carpet ancora nel cellophane, come i divani anni '80]

La Rai ci ha dotati di una sala stampa attrezzata con tutti i comfort che assomiglia un po' a un'aula universitaria di ultima generazione, ma c'è da dire che non è proprio affollatissima, forse anche perché l'età media degli inviati è parecchio alta: molto meglio stravaccarsi sulle poltroncine del teatro, dove sono in corso le prove aperte (aperte a chiunque sia munito di pass, per la precisione). Registratori e smartphone non sono ammessi, ovviamente, quindi non possiamo darvi testimonianza visiva delle nostre parole, ma è impossibile non stupirsi di quanto sia piccolo l'Ariston in realtà. A dirla tutta sarebbe più logico stupirsi di come sia possibile farci stare tutta quella gente e l'imponente scenografia con tanto di famose scalinate, visto e considerato che durante il resto dell'anno è un semplice cinema, ma tant'è. Quest'anno, peraltro, il palco è allestito in modo molto diverso dal solito. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa e quindi non vi anticipiamo niente, ma vi lasciamo in sospeso con questa sibillina frase: speriamo che gli ottoni non soffrano di vertigini.

[La sala stampa dell'Ariston]

Tornando a noi, le prove aperte sono senz'altro la parte più interessante di tutto il bighellonaggio pre-diretta: sostanzialmente i cantanti in gara hanno la possibilità di provare con l'orchestra un paio di volte, e i tecnici tv ne approfittano per testare luci e inquadrature. Sarà per l'abbigliamento informale, sarà per l'assenza dei conduttori, sarà per lo spirito da festa di paese che regna in sala, sarà per il pubblico di musicisti amici, giornalisti e altri addetti ai lavori, ma alla fine si può stare quasi certi che i concorrenti canteranno molto meglio durante il pomeriggio che alla sera.

Purtroppo i tempi sono molto dilatati, perciò in un'ora di prove facciamo in tempo ad assistere solo a due esibizioni: quella dei Perturbazione (uno dei due brani è ottimo, l'altro forse un po' meno riuscito) e di Giusy Ferreri (che sfortunatamente ha una laringite ed è quasi afona, quindi sta facendo una cura del silenzio fino a mercoledì sera, quando canterà sul palco: le sue prove consistono semplicemente nello stare muta davanti al microfono mentre l'orchestra suona). Non riusciamo a vedere gli attesissimi Bloody Beetroots & Raphael Gualazzi, ma un testimone d'eccezione (ovvero Pat Cosmo dei Casino Royale, qui per suonare come supporto nella band di Ron) ha fatto in tempo ad ascoltarli e ci racconta che questo bizzarro clash culturale in realtà è molto riuscito.

Detto questo, vi salutiamo e torniamo in platea a chiederci perché la sigaretta elettronica di Luzzatto Fegiz assomigli a una di quelle che negli anni '90 vendevano nei negozi di scherzi di carnevale, e soprattutto perché la punta si illumini di verde fluo ogni volta che tira una boccata.

Tag: Sanremo

Commenti (2)

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  • Toni Meola 18/02/2014 ore 17:57 @toni.meola1

    i PERTURBAZIONE SONO DIO

  • Toni Meola 18/02/2014 ore 17:58 @toni.meola1

    DI BLOODY CONOSCO SOLO QUELLO DEI BANHANA SAPIENS

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