SCF-CEI, musica legale in parrocchia

01/08/2005

Punto informatico ( punto-informatico.it ) ha pubblicato una news nella quale viene affermato che, a Roma, "con una certa enfasi la Società Consortile Fonografica (SCF) ha fatto sapere di aver stipulato un contratto con la Conferenza Episcopale Italiana (CEI) che consentirà alle 30mila parrocchie italiane di diffondere musica legalmente in pubblico". Ancora una volta, vengono riconosciuti i diritti connessi: secondo la legge sul diritto d'autore, afferma infatti SCF, "per diffondere legittimamente musica registrata in pubblico, anche senza scopo di lucro, occorre infatti ottenere l'autorizzazione da tutte le parti che contribuiscono alla creazione del prodotto musicale, quindi gli autori, gli artisti interpreti ed esecutori e i produttori fonografici, in Italia rappresentati per la maggior parte da SCF. Per la diffusione in pubblico di musica registrata è necessario quindi regolarizzare la propria posizione non solo con la SIAE, per i diritti d'autore, ma anche con SCF per quanto riguarda i diritti connessi". La SCF vuole dunque tracciare una linea, facendo dell'accordo con la CEI un esempio paradigmatico. In realtà, l'impressione è che - come denunciato dalle Radiotelevisioni Europee Associate (REA) - si stia parlando di un "imbroglio dei diritti connessi". "È un'attività industriale - aveva affermato la REA - che nulla ha a che fare con le opere dell'ingegno e dell'arte prodotte dagli autori e promosse dagli editori". Secondo le radiotelevisioni associate, l' "obolo perpetuo andrebbe abrogato per scongiurare la paralisi totale della distribuzione dei prodotti audiovisivi e fonografici, per non vedere compromessa la diffusione delle opere fonografiche e, soprattutto per non penalizzare il consumatore con dei costi parassitari".

Tag: siae

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