Sconti sui libri, discussione infinita

02/09/2011

A partire da ieri, primo settembre, è entrata in vigore la cosiddetta Legge Levi, che regolamenta la disciplina degli sconti nella vendita di libri. In particolare, alle librerie - fisiche e online - viene vietato di fare sconti superiori al 15%. Sono possibili sconti fino al 25% solo nel caso di campagne decise direttamente dagli editori.

La legge ha fatto molto discutere, guadagnandosi l'appellativo di anti-Amazon e riscuotendo critiche molto severe da parte di chi la ritiene dannosa per i lettori e per l'intero settore. Il pensiero, infatti, è che, abbattendo gli sconti, i prezzi debbano necessariamente aumentare con conseguente calo del numero di libri acquistati.

La risposta di chi sostiene la legge è invece che, con questa norma, si sposta la concorrenza dall'entità degli sconti al prezzo effettivo del libro. Attualmente il mercato è infatti caratterizzato da forti campagne di sconti per attrarre la clientela e spingerla a spendere. Queste campagne, però, si verificherebbero in quanto a monte ci sarebbe un precedente aumento del prezzo del libro, proprio per permettere poi lo sconto senza perdite per l'editore. Il senatore Levi e chi la pensa come lui, sostengono che, disciplinati gli sconti, nell'arco di qualche anno si verificherà un complessivo abbassamento dei prezzi di copertina, che porterà a una normalizzazione dell'intero settore. Un altro punto sostenuto da chi ha promosso la legge è quello di aiutare le piccole librerie e i piccoli editori, che, per l'esiguità dei numeri mossi, non sono in grado di offrire sconti come le grandi librerie e i grandi editori, con conseguente rischio di uscire dal mercato.

Al di là delle singole posizioni, alla base di tutto c'è una visione sconsolante del lettore. Scrive la redazione di Finzioni che il senatore Levi (già a suo tempo promotore di una legge - poi affossata - che avrebbe equiparato i blog personali a testate giornalistiche, con tutte le conseguenze legali e amministrative del caso) considera di fatto i lettori incapaci di compiere scelte razionali: "Il problema in Italia è esattamente questo: i lettori sono reputati dei minus habens, dei bimbi scemi da imboccare, degli immaturi da tenere per la manina. [...] Signori editori, davvero ci ritenete così superficiali da scegliere un libro in base allo sconto che ci viene offerto e non in base al suo contenuto?".

La legge è in vigore, la discussione non finisce certo qui. Al momento, nella homepage di Amazon campeggia un comunicato in cui si annuncia il lancio del marketplace, ovvero lo spazio dedicato alla vendita diretta da parte di venditori esterni con garanzia Amazon, e la vendita di titoli usati, sui quali la legge non viene applicata. Con il primo abbozzo di scappatoia, la legge Levi è ufficialmente diventata una vera legge all'italiana.

Per info:
goo.gl/68ykA

Tag: libro legge

Commenti

    Aggiungi un commento:


    ACCEDI CON:
    facebook - oppure - fai login - oppure - registrati


    Pannello