Si sciolgono i Rosaluna, con polemiche

04/04/2006

Termina il progetto Rosaluna. Lo affermano in un comunicato stampa congiunto i quattro membri della band: Marco Ambrosi, Pasquale Nigro, Manuel Franco e Giuseppe Licciardi. Che riportiamo integralmente qui di seguito.

La nostra avventura artistica si interrompe semplicemente perché non abbiamo più fondi per andare avanti. La band è composta da quattro ragazzi tra i 24 e i 27 anni, ormai per 3/4 laureati, che non possono più continuare a investire tempo e denaro in un sogno, in un mondo in cui sognare non è più possibile. Siamo pienamente consapevoli di come qualsiasi lavoro sia ormai sottopagato e si basi su uno sfruttamento selvaggio delle “risorse umane”, di come la regola generale sia la precarietà e, in particolare, abbiamo sperimentato sulla nostra pelle che anche – e soprattutto – chi vuole lavorare nel settore musicale subisce queste condizioni.

Quanti dei ragazzi che hanno iniziato – come noi – un’avventura artistica alle soglie del terzo millennio, ora vivono di musica e non sono più mantenuti dai genitori o riescono a conciliare la loro passione e il lavoro?

Noi, dal 2001 ad oggi, abbiamo registrato tre album in studio e un cd-live, partecipato a due compilation omaggio a De Andrè e Gaber – organizzate dal nostro chitarrista Marco Ambrosi per il Mucchio Extra –, e suonato in tutta Italia per un totale di più di 200 concerti (da Sondrio a Reggio Calabria, isole comprese).

Abbiamo continuato a suonare finora perché ci hanno sostenuto le famiglie, qualche amico che ha creduto in noi – anche economicamente –, qualche amministratore pubblico che ci ha fatto suonare a dei cachet decorosi (e non ridicoli, come al solito), qualche giornalista che ci ha apprezzato e qualche artista che ci ha regalato la sua esperienza.

A tutte queste persone noi diciamo grazie di cuore ed è anche per loro se, morti i Rosaluna, ci reincarneremo in nuove identità musicali, che andranno contro il sistema imposto da chi governa questo ambiente, dove se non fai “tendenza” non sei nessuno.

Il mondo delle etichette indipendenti si muove con le stesse identiche logiche che regnano tra le major, la differenza sta solo nei soldi che “girano”. E questa non è un presa in giro per tutti i ragazzi che vogliono diventare musicisti mantenendo la loro indipendenza? Quanti gruppi affermati sono composti da ragazzi tra i 20 e i 30 anni? Quanti locali sono disposti a pagare un gruppo più di 300 euro se è al primo disco? Quante etichette discografiche sono disposte a stampare, promuovere e distribuire il disco senza chiedere niente al gruppo stesso? Quante a pagare anche quindici giorni in studio agli artisti? L’economia della musica indipendente non gira forse sulle spalle delle famiglie dei musicisti o di quegli artisti stessi che si ammazzano di lavoro per poi rinvestire tutto in un nuovo disco o sogno che dir si voglia?

Noi interrompiamo il progetto Rosaluna perché ci siamo dati una risposta a queste domande. E crediamo che sia una sconfitta prima di tutto per Marco, Pasquale, Manuel e Giuseppe, ma anche per tutta la musica che gira intorno…
Non si tratta certo di una presa di posizione perché il nostro ultimo disco è passato inosservato e, pertanto, non siamo stati capiti e questo mondo non ci merita. Avevamo già deciso mesi prima che il disco uscisse, ancora prima di chiudere il mastering. Il mondo musicale che ci circonda non è fatto per portare avanti progetti a lungo termine, non è fatto per chi non fa tendenza, questo mondo non permette errori o cambiamenti di rotta, soprattutto perché se non ti va bene, a un certo punto, finiscono i soldi.

Non staremo fermi però… continueremo a suonare con il Sazizz’ Trio (ma poi sul palco non siamo in tre), del quale è stato fatto anche un disco e, a settembre, uscirà un progetto chiamato RàmSazìzz’, fondato da noi e dai Technogod; a giorni uscirà con il marchio Musicomio Produzioni (opera sempre del nostro chitarrista), il disco dei Sur; in più si suona in giro con altri amici e si fanno esperienze di vita. Ma solo per passione, non perché possiamo vivere di questo!

Insomma non ci siamo assolutamente arresi, perché se la musica ce l’hai dentro non te ne puoi liberare, ma è giusto fare dei bilanci e ripartire con nuove convinzioni.

Ci piacerebbe che questo nostro comunicato non passi inosservato, perché sarebbe ancora di più una delusione...

A presto.

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