SIAE, il monopolio non funziona

28/07/2011

Chiunque lavori nello spettacolo o abbia a che fare con i diritti d'autore ha una spada di Damocle a quattro lettere che pende sulla sua testa. SIAE, Società Italiana degli Autori e degli Editori.

In Italia ha il monopolio nella gestione dei diritti d'autore e, al di là degli interessi di chi vive intorno alla società, questo stato delle cose rimane tale perché considerato il migliore possibile per tutelare gli artisti. Un inchiesta dell'Istituto Bruno Leoni, citata oggi da un pezzo de Il Fatto Quotidiano, sfata questa affermazione.

La ricerca prende in esame diversi punti spinosi legati alla gestione e al regolamento SIAE. Ad esempio i famigerati "bollini" adesivi da appiccicare a ogni prodotto con diritto d'autore. Una pratica definita anacronistica, che in Europa sopravvive solo in Italia, Portogallo e Romania, e che garantisce alla SIAE circa 70 milioni all'anno. Altri cento, poi, arrivano dalla tassa decisa da un decreto governativo, che impone il versamento di una piccola somma per l'acquisto di cd o dvd vergini, ma anche telefonini e lettori mp3. Il motivo? Ricompensare i detentori di diritti dai danni economici causati dal fenomeno della copia privata.

Non mancano, poi, i problemi per chi organizza eventi: la ricerca indica che, paragonando due eventi di dimensioni simili (500 persone), in Inghilterra gli organizzatori versano per i diritti d'autore una cifra intorno ai 117 euro, mentre in Italia si arriva a 1000.

Secondo gli autori della ricerca, una soluzione sarebbe rappresentata dall'abbattimento del monopolio e dalla conseguente liberalizzazione del settore. Liberalizzazione che da sola non servirebbe probabilmente a risolvere ogni problema, ma darebbe comunque una sferzata a un ambito fermo e immobile da tempo immemore.

Per maggiori informazioni:
www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/30/sprechi-di-stato-il-caso-siae/45880

Tag: siae

Commenti (3)

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  • Marco Biasio 28/07/2011 ore 23:39 @bisius

    La SIAE deve affondare. Morire con la sua pretesa della difesa del "diritto d'autore", lei e il suo insostenibile peso parassitario. Ovviamente in Italia non succederà mai.

  • miqui 29/07/2011 ore 08:10 @6621#miqui

    sono (stato) un piccolo autore e come tale a fronte di un'occasione "ho dovuto" associarmi anni fa.
    poi anche per il mio prodotto casereccio successivo, da associato, "ho dovuto" assolvere a quanto richiesto per la sua legale circolazione.
    certo le inchieste televisive, giornalistiche e le esperienze personali non favorivano la loro immagine verso me come piccolissimo associato, ma quando uno deve...
    poi con un lampo di genio hanno pubblicato la pagina a pagamento sul corriere con le loro sconcertanti, agghiaccianti, "dieci domande" (come va di moda fare oggigiorno)...
    era meglio tacere
    mi sono dimesso immediatamente dopo
    mic

  • Nicola Bonardi 29/07/2011 ore 15:48 @nicko

    la civilizzazione di questo paese di merda (cit. Luttazzi) inizierà quando potentati ottocenteschi tipo la SIAE verranno finalmente esautorati e poi smantellati. Chissà quanto dovremo aspettare perchè ciò accada...

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