SIAE: non contano i soldi, conta la cultura

Una lettera imbarazzante di Gian Luigi Rondi per rispondere alla richiesta di modifica dello statuto

Il commissario Gian Luigi risponde alle richieste di modifica del nuovo statuto SIAE
Il commissario Gian Luigi risponde alle richieste di modifica del nuovo statuto SIAE
04/02/2013 - 15:18 Scritto da Redazione

L'8 gennaio scorso, ACEP, ARCI e Audiocoop annunciarono di essersi rivolte al TAR del Lazio per impugnare il nuovo statuto SIAE, che assegna maggiore peso nel voto dell'assemblea dei soci a chi ha incassato maggiormente dai diritti d'autore nel corso dell'anno precedente.

Un metodo che aveva fatto gridare allo scandalo e aveva fatto parlare di "SIAE in mano ai ricchi", con conseguente scarsa importanza degli associati più piccoli. La richiesta di ACEP, ARCI e Audiocoop è semplice: far dichiarare illegittimo il nuovo statuto.

A distanza di quasi un mese arriva la risposta di Gian Luigi Rondi, commissario straordinario della SIAE classe 1921. E la risposta è una lettera che contiene un no con due motivazioni: non potrà prendere in esame la richiesta perché il suo mandato è in scadenza a fine marzo e perché il TAR del Lazio ha fissato l'udienza per il 20 febbraio, ovvero prima della prossima assemblea SIAE, fissata per il 1 marzo, occasione durante la quale si sarebbe potuto discutere della questione.

Non è però questo il motivo per cui stiamo pubblicando questa news. Il motivo è dato dal capolavoro che apre la lettera inviata da Gian Luigi Rondi e che riproponiamo per intero: «il contributo di un autore o di un editore al mondo della cultura non si misura in termini di valore commerciale dell'opera».

Segue imbarazzo.

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Tag: siae

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