Il Sonar Festival di Barcellona ha inviato una playlist nello spazio

27/11/2017 10:00 di

Il Sonar è uno dei più famosi festival di musica elettronica al mondo che si svolge a Barcellona, per festeggiare la sua 25° edizione gli ideatori della rassegna sembrano essersi prefissati un obiettivo per nulla banale: pompare la propria musica nello spazio.

Per realizzare questa intergalattica impresa gli organizzato del Sonar si appoggeranno a una stuttura apposita, il METI (Messages Extraterrestrial Intelligence) il cui obiettivo, sin dalla nascita, era proprio quello di entrare in contatto con delle possibile comunità aliene. Un progetto per cui il famoso cosmologo e astrofisico Stephen Hawking aveva già espresso i suoi dubbi in quanto non si possono avere certezze sulla natura pacifica degli alieni.

Pur non esistendo prove scientifiche dirette a supporto della prova dell’esistenza di esseri viventi al di fuori del nostro pianeta numerosi sono i casi di persone che ritengono di aver avuto un contatto diretto con gli alieni. Il progetto METI si era prefissato di raccogliere una cifra considerevole per poter usufruire di una potente radiotelescopio, posto in Norvegia, per trasmettere informazioni in punti mirati dello spazio dove, si suppone, sussistano forme di vita non umane. Ma sotto che forma potremmo trasmettere informazione nello spazio, siamo veramente sicuri che gli aliene possano comprendere il nostro linguaggio?

A questo punto interviene il Sonar. La trasmissione intitolata "Sónar Calling GJ273b" (prende il nome da Luyten, detto appunto anche GJ273b, un esopianeta che presenta condizione potenzialmente abitabili) è il primo messaggio radio non spedito genericamente nello spazio, bensì inviato a possibili abitanti di altri pianeti: una “playlist” curata dagli ideatori del festival contenente 10 secondi di 33 pezzi selezionati tra gli artisti che hanno preso parte alla rassegna nel corso degli anni, tra i quali, nomi come quelli di Holly Herndon, Richie Hawtin, Matmos, Kode9, Autechre, Laurel Halo, Modeselektor e tanti altri.

In fondo, pur senza capire le parole, spesso balliamo su tante canzoni. Chissà se anche per gli alieni sarà così.

Tag: festival strano e lol

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