Sonja, quando i libri nascono da un blog

16/10/2006

L’evento è singolare. E curioso. Ed inedito. Per la prima volta, siamo fieri di potervi annunciare che dai nostri blog è nato un libro. Molti di voi la conosceranno, l’avranno letta, ne avranno perlomeno sfiorato lo pseudonimo. Ora Sonja – il nickname di Barbara Ottaviani – è un’autrice vera. La siciliana Navarra Editore ha infatti pubblicato un libro che raccoglie i suoi “cortoracconti”, racconti brevi scritti con un linguaggio duro ed asciutto. Il libro è stato presentato il 13 ottobre a Palermo presso il kalhesa (Foro Italico). L'esordiente scrittrice palermitana è stata affiancata dal giornalista Nuccio Vara e dalla psichiatra Lia Iacoponelli. A leggere alcuni dei cortoracconti è stata Vittoria Pirrone. 80 pagine dure ed asciutte attraverso le quali la Ottaviani racconta “storie da non raccontare”. “Se gli eventi accaduti sono crudi, feroci, l’unico modo” – sostiene la Ottaviani – “per rappresentarli è usare un linguaggio che gli assomigli”. Il libro è nato da un blog ospitato da Rockit e si è poi fatto materia in ottanta pagine. L'intento è quello di fotografare, senza alcuna valutazione e con uno stile obbligatoriamente asciutto e immediato un spaccato di realtà. "Protagonista è una figura a metà tra uomo e donna” – aggiunge l'autrice - ”ambigua, asessuata, talmente spersonalizzata che potrebbe anche non esistere, ma le sue ciglia scattano istantanee senza sovrastrutture".

Nata nel 1965, Barbara è attualmente medico, ma coltiva tra le sue passioni la musica indie rock e le moto. Dal 15 al 22 ottobre sarà all’interno della rassegna “Voci del sud” a Palma di Montechiaro (Agrigento ), nello spazio della Navarra Editore, e incontrerà i lettori.

Ecco un estratto del libro:

Stanotte Paolo e gli altri sono tornati giù ai viali.

Volevano rivederla Sonja.

Io preferisco tornarci da solo.

O forse non tornarci più.

Ripenso che mi è piaciuto, e questa voglia di tornare mi imbarazza.

Sonja è un’idea bellissima ma sconveniente.

L’ho pure sognata, dopo.

Mi veniva incontro statuaria, la pelle di cera, nuda, senza sesso e mi confondeva.

Ma anche nel sogno glielo lascio fare.

Si abbassa su di me, mi sbottona i pantaloni e comincia a farlo come mai nessuna, con impegno e devozione.

E mentre lo fa, vedo il suo profilo ambiguo tradito dal
sopracciglio poco curato per essere quello di una donna.

Il resto non lo vedo, ma quello che sento mi basta ad immaginare la sua vita, dubbia come la sua sessualità.

E allora devo mettermi a pensare che sia Annuccia a farlo.

Ma il mio cazzo cresce, cresce e gira così bene dentro quella bocca e Annuccia non è così brava, e io non voglio più pensare chi sia Sonja.

Sonja, adesso, è una bocca enorme che si prende cura di me,
e non ho più pensieri, solo un susseguirsi di macchie colorate
dentro una vertigine che mi risucchia.

Non so quanto duro, ma mi sembra interminabile.

Tanto tempo, troppo, da sentire l’urgenza di liberarmene.

Mi fermo al primo lampione.

Scende sorridendo Sonja e sotto la luce impietosa dei neon riaffiora certa la sua sessualità.

Lo lascio là, in attesa del prossimo giro.

Mi allontano velocemente, ma non posso fare a meno di spiare dallo specchietto retrovisore.

Voglio guardarlo ancora, così, a distanza.

E ho di nuovo voglia di essere dentro la sua bocca.

Il suo blog su Rockit:
blog.rockit.it/sonja

Per altre info:
www.navarraeditore.it

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