Spotify e gli altri: ecco quanto incassano le etichette dallo streaming

06/06/2012

Da tempo girano voci legate al fatto che, per quanto comodo e a suo modo rivoluzionario, lo streaming non sia poi così remunerativo dal punto di vista delle etichette e, quindi, delle band.

Servizi come Spotify si stanno diffondendo sempre di più e continuano a raccogliere reazioni entusiastiche da parte degli utenti. Un po' più difficile, invece, capire la soddisfazione - o meno - delle etichette.

Nei giorni scorsi l'associazione The Thricordist ha diffuso dei dati che riassumono il trattamento economico ricevuto da un'etichetta indipendente da alcuni tra i principali servizi di streaming, ovvero Spotify, Zune, Napster e Rhapsody.

I dati li potete leggere qui sotto e fanno abbastanza impressione, visto che si va dai 3 centesimi scarsi di dollaro a brano pagati da Zune ai 5 millesimi (millesimi!) pagati da Spotify.

Spotify: 798,783 = $4,277.39 = .005
Zune: 15,159 = $437.58 = .028
Napster: 30,238 = $479.07 = .016
Rhapsody: 50,822 = $668.57 = .013

(I dati indicano: numero di play, incasso totale e incasso per brano)

Non certo una novità, se si guarda a questa infografica di qualche mese fa, che metteva in fila i volumi di traffico e vendite di musica da generare per raggiungere il livello dello stipendio minimo statunitense

[via]

Tag: streaming spotify

Commenti (1)

  • niegazowana 06/06/2012 ore 11:52 @niegazowana

    Bisogna anche tenere in conto che le piccole etichette indipendenti, come noi, devono passare attraverso un distributore digitale, che, ovviamente, trattiene una percentuale sulle royalties.
    Per dare delle cifre, a noi, ad es., da spotify arrivano 0.002460 euro a brano... ;-)

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