Quali dischi aveva Steve Jobs nel suo iPod?

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05/10/2016 10:58 di

Cinque anni fa moriva all'età di 56 anni il CEO e fondatore della Apple, Steve Jobs. L’imprenditore californiano ha avuto un ruolo fondamentale nell’evoluzione tecnologica tout court ed i suoi prodotti influenzarono in maniera evidente il mondo della musica.

Jobs, ad esempio, propose nel 2008 che i suoi computer portatili Mac Air non avessero più il lettore cd, distaccandosi per primo da un formato che, molti anni dopo, sparì quasi completamente dal mercato. Ma la sua invenzione più importante fu sicuramente l’iPod, il lettore mp3 introdotto nel 2001 e diventato il simbolo del passaggio della musica dal formato fisico al digitale.

(Steve Jobs alla prima presentazione dell'IPod)

In occasione dell’anniversario della sua morte, il Wall Strett Journal ha citato alcune parti della biografia “Steve Jobs”, pubblicata nel 2011 da Walter Isaacson, che raccontano quali erano i gusti musicali del fondatore della Apple e cosa avremmo potuto trovare sul suo iPod.

Isaacson racconta che Jobs nutriva una grande passione per Bob Dylan che lo portava a tenere sul lettore quindici dei suoi album più famosi - a partire dal primo "Bob Dylan" (1962) fino a "Oh Mercy", del 1989 - e tutti i sei volumi della serie di bootleg a lui dedicati. Poi sei album dei Beatles, altrettanti dei Rolling Stones, oltre a canzoni sparse di Cat Stevens, dei Grateful Dead, di Jackson Browne, degli Who, di Miles Davis e anche alcune opere di Johann Sebastian Bach

Tutti nomi che non si limitavano ad essere l’espressione di un gusto musicale ma rappresentavano delle vere fonti d'ispirazione per il suo lavoro: “Bisogna sempre ricercare l’innovazione” - dice Jobs nella biografia di Isaacson -“Dylan avrebbe potuto cantare canzoni di protesta per sempre e, probabilmente, avrebbe fatto un sacco di soldi, ma non l'ha fatto. Doveva andare avanti e, abbandonando la chitarra acustica nel 1965 e scegliendo quella elettrica, ha deluso molte persone. I Beatles fecero lo stesso, continuavano ad evolversi, sempre in movimento e affinando il loro stile. È quello che ho cercato di fare anche io: bisogna muoversi sempre perché, parafrasando Dylan in "It's Alright, Ma (I'm Only Bleeding)", chi non si impegna a rinascere morirà occupato fancendo qualcos’altro”.

(viavia)

Tag: tecnologia

Commenti (1)

  • carlettodj 05/10/2016 ore 14:44 @carlettodj

    a mio modesto parere, una playlist banale, mi aspettavo di più da un così detto genio.

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