5 motivi per cui lo streaming fa bene agli artisti

Motivazione n.1: Piace agli utenti - streaming-5-motivi-pro-streaming-bene-artistiMotivazione n.1: Piace agli utenti - streaming-5-motivi-pro-streaming-bene-artisti
05/03/2015 13:36

I servizi di streaming fanno bene o fanno male al music business? È sicuramente uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni. Daniel Sander di Feature.fm ha stilato i suoi cinque punti a favore di siti come Deezer e Spotify.

 

1) Piace agli utenti

È il primo motivo ed è il più semplice. I musicisti e gli addetti ai lavori possono discutere se i servizi di streaming siano utili o meno, ma è il primo posto dove una fan va a cercare i brani dei propri artisti preferiti. Il numero di utenti che ascolta musica in streaming sta aumentando esponenzialmente. Prima l'artista se ne rende conto, meglio è.

2) È la risposta alla pirateria

L'utente ha sempre cercato una via per recuperare musica senza pagarla, ora non ha più bisogno di farlo in modo illegale. Sappiamo bene che, al momento, le entrate destinate agli artisti sono minime ma è sempre meglio di non aver nessuna entrata per colpa della pirateria. L'IPFPI – l'organizzazione no-profit che cura gli interessi delle maggiori compagnie discografiche – ha registrato un aumento dei guadagni e parte centrale del merito spetta allo streaming.


3) Semplifica la distribuzione

Dal lancio di iTunes nel 2002 il mondo della discografia è cambiato radicalmente. Prima la distribuzione era decisamente una macchina costosa e, in pratica, solo le grosse strutture come le major erano in grado di farla funzionare. Ora che il concetto di copia fisica è svanito tutto è diventato più leggero e immediato. E, ricordiamolo, a giovarne più di tutti sono gli utenti che riescono a trovare la musica con più facilità.

4) Ricorda agli ascoltatori che la musica va pagata

Sappiamo bene che un artista guadagna pochissimo da un proprio brano in straming. Abbiamo già pubblicato parecchi articoli a riguardo sul perché questo accade e vi riportiamo qui sotto un'ulteriore infografica pubblicata dal sito Vox.com che spiega come vengono ridistriubuite le royalities per un brano. Secondo lo studio dell'IPFPI, nel 2013 ventotto milioni di individui hanno sottoscritto un abbonamento ad un servizio di streaming, il 40% in più rispetto all'anno prima. E il dato è in crescita, parallelamente si inizia nuovamente a diffondere un concetto importante che era andato perso: la musica ha un valore e va pagata.


5) Fornisce feedback agli artisti

L'informazione è tutto. Mai come in questo momento storico un musicista può avere dei feedback chiari sulla sulla musica: su ogni sua canzone può sapere quante volte è stata ascoltata, per quanti secondi, da che fascia di età, da che zona geografica e molto altro ancora. È un bacino di dati formidabile che possono essere utili ad ogni tipo di attività di un musicista: a partire da quella promozionale, fino all'organizzazione di un tour.

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Tag: streaming tecnologia

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